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Attacco di panico in luogo di supermercato

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  Ed eccolo l’attacco di panico, il primo dell’anno. È pronto per la sua letio migistralis, ha da insegnarmi molte cose sulla vita e su di me. “Tesoro, dov’eri stato? Ti aspettavo”, gli dico con un sorriso che mi costa fatica perché la bocca pare paralizzata da quel terrore che ferma tutto per qualche minuto o per molti minuti, ancora non so. Lui vacilla, lo sento. Ma sappiamo che è più forte, che per quanto io abbia imparato a combatterlo non riesco ancora a sconfiggerlo. “Io devo fare la spesa. Con te o senza di te io farò la spesa. Se solo mi permettessi di muovere le gambe non dovremmo stazionare nel reparto ortofrutticolo a fissare una marea inespressiva di vegetali”. Manda scariche di adrenalina. Che sia alfabeto morse? C’è quella canzone in sottofondo e cerco di non ascoltarla, mi tapperei le orecchie se solo riuscissi a muovermi. Mi ha concesso quasi tre mesi di quiete, perché proprio ora? Voglio solo comprare le carote, gli asparagi surgelati e una pizza da mette...