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Visualizzazione dei post con l'etichetta mascherine

Ho rubato un po’ di voi (parte 1)

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       Questa è l’era del digitale, sono gli anni del distanziamento che per me, e alcuni di voi, fanno parte di un’abitudine consolidata molto tempo prima dell’avvento delle mascherine. E questa è una premessa o una giustificazione, devo rifletterci. Da circa un mese ho terminato di scrivere il nono o decimo romanzo; al momento non riesco a ricordare con precisione, perché stamattina mi sono svegliata alle 5 con un’ansia che mi sfasa presente e passato (comunque, tre li hanno pubblicati e se questo seguirà lo stesso destino, saranno quattro… gli altri sono spiaggiati in vecchi computer). Ciò che so per certo è che stavolta non è stata come le altre: è una storia a tratti divertente, ma non mi sono divertita a scriverla (di solito ridacchio mentre scrivo, qui ero un po’ incazzata); ho impiegato un’eternità a finirla, almeno per i miei parametri (era persino lievitato a 600 pagine, poi drasticamente ridotte) perché non riuscivo a smettere; l’idea è stata partorita...

Il sogno ricorrente 2 - Il ritorno

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Orrore, angoscia, panico, eccetera. Non è accaduto nulla di sconvolgente, tranquilli. Ma la scorsa notte, dopo molto, moltissimo tempo è ricomparso il sogno ricorrente. Ne avevo parlato in un vecchio post che, se volete, potete rileggere  QUI . Premetto, per completezza d'informazioni, che non ho trascorso una nottata tranquilla: mangiato troppo (secondo i miei abituali parametri), fumato troppo (secondo i parametri di chiunque), agitazione perché oggi mi doveva venire un amico in casa a fare un lavoro, e i lavori (talvolta gli amici) mi mettono tensione. Insomma, sono andata a dormire alle 2 e mi sono alzata alle 4, nausea che in confronto quella di Sartre era il preludio a un ruttino, ho bevuto un mezzo litro d'acqua calda con limone, diciamo che mi sono fatta una sorta di lavanda gastrica casereccia. Passando davanti allo specchio, ho visto occhiaie che nessuno dovrebbe vedere nella propria vita. Però, verso le 7 punto 30 sono tornata a letto ed ecco che è arrivato. L'in...

Il panico da coronavirus

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Ho visto cose che... Supermercati presi d'assalto mentre io, da fuori, vedevo allontanarsi la possibilità di acquistare quella scatola di surgelati che desideravo portarmi a casa; anziani con bandane sul naso che paiono pronti a un assalto alla diligenza; gente con mascherine che, dato che non se ne trovano più, sono ormai incrostate dallo smog cittadino (un tempo erano bianche, ora tendono a un grigio antracite che fa un po' impressione); persone che davanti alla tosse da tabagista creano il vuoto intorno che, in effetti, porta sollievo al mio disturbo di fobia sociale; influencer e altri inutili soggetti che fanno outing circa la loro ipocondria; ipocondriaci che non ambiscono a influenzare qualcuno, vittime di autentico panico che li spingerebbe a vivere al pronto soccorso ma ora gli è negato anche questo conforto. La paura è roba brutta e trasforma chi non ci convive da una vita in esseri da film horror. Chi invece il panico lo ha adottato da tempo, se...