La tapparella e la saggezza dell'Est
Il pessimo giorno si vede dal mattino, questo lo so. Mi alzo con un attacco di panico e si rompe la tapparella; non un guasto tipo cinghia spezzata, di cui ormai conosco tutti i segreti per una rapida sostituzione. Qui mi trovo davanti a una magagna che non posso risolvere o "tacconare" io. No, no, si sono rotti i mattoni che dovrebbero tenere su la staffa. E allora scendo dalla scala, fuligginosa come uno spazzacamino, e ho voglia di piangere. Passata la crisi di disperazione (che ovviamente include grane più rilevanti, ma che trovano sfogo in una cazziatella... come sempre) telefono al muratore moldavo che già ha fatto lavori nello stabile. Non è in vacanza e, presa da gioia incontrollabile, inizio a parlare a colpi di kalashnikov. Lui è tranquillo, al solito. - Non ti preoccupare, ci penso io. Ma prima di lunedì non posso venire - afferma con gentilezza. Gli spiego che le mie rose sono sul balcone e racconto una vicenda lunga 12 s...