Alla fine...
Immagine di Creozavr La scena è questa: Sto camminando con passo spedito (il passo spedito è una licenza poetica, diciamo che per le mie attitudini sto quasi correndo ma per il resto del mondo caracollo), tenendo il trasportino con la gatta. L'andatura e l'ansia da veterinario mi rendono rantolante (ma sì, aggiungiamoci anche le sigarette). Sono spettinata, con una tuta da ginnastica che apparteneva ad un amico, quindi rischio di perdere le braghe da un momento all'altro, senza trucco e con una scarpa che lascia intravedere un alone di calzino bianco all'altezza dell'alluce. D'altra parte sto andando dal veterinario, non a fare colazione a Buckingham Palace. E aggiungiamo che sento l'inquietante presenza di un attacco di panico pronto ad assalirmi appena giro l'angolo. O anche prima. - Ma sei proprio tu? - Mi sento dire. Per un attimo penso che il panico abbia acquisito anche il dono della parola. Volto leggermente la testa e ...