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Visualizzazione dei post con l'etichetta noia

"Solo per un po'".

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  Mi hanno detto “per un po’ non scrivere. Esci, guarda cosa accade fuori da te, incontra gente e i loro pensieri… solo per un po’”. Così, per due o tre mesi ho segregato i quaderni in un cassetto, messo in attesa tutte le storie già iniziate e mi sono piazzata in ascolto di voci e mi seduta su panchine e ho sorriso anche quando non ne avevo voglia e ho provato a ripudiare l’isolamento e un sacco di altre cose poco significative. Poi ho avvertito quella sensazione di vuoto che, di norma, prelude al pericolo di umore tendente al tetro: una bizzarra sfumatura di nero, perché pure il nero non è un assoluto (anche se la scienza ha scoperto un nero più nero del Vantablack, che però qui non ho mai visto). Allora mi hanno detto “Sei strana, sembri assente, forse hai nuovamente bisogno di un aiuto, di uno specialista… solo per un po’”. Così sono tornata dalla specialista che mi ha trovata singolarmente noiosa, segno che è una brava perché mi venivo a noia da me. Ho riflettuto sull’...

Blue Monday

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Edward Hopper picture   Oggi è Giornata internazionale del 𝐁𝐥𝐮𝐞 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐲 ossia il lunedì più triste dell'anno che ovviamente, in alcuni Paesi, coincide con la Giornata della Depressione. E' vero che ormai ogni giorno (o quasi) si celebra qualcosa, e spesso si tratta di assolute bizzarrie (abbiamo la giornata del tapiro, del backup, degli ufo e persino delle emoji... tempo fa avevo elencato le migliori - ossia le più divertenti - in questo articolo ), ma pare che quella di oggi sia stata designata non a caso. E allora vediamone la storia. A stabilire che ogni terzo lunedì del primo mese dell'anno coincidesse con un repentino calo dell'umore è stato lo psicologo Cliff Arnall, docente all'università di Cardiff; il quale è anche l'autore del nome. Blue Monday: il termine inglese "Blue" è usato per indicare una sfilza di sensazioni sgradevoli come la tristezza, la malinconia, la noia e probabilmente altre, nessuna delle quali con accezione positiva....

Progressi e pentola a pressione

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Non so voi, ma io ho un rapporto conflittuale con le responsabilità. Non mi piacciono, mi mettono ansia, generano angosce più o meno apocalittiche, turbano profondamente il sistema nervoso; per il resto non me ne lamento. A tratti bramo la noia, perché in essa c'è un piacevole vuoto. Invece niente, sei lì che stai per annoiarti e ti cade addosso una responsabilità. Ecco, tenderei ad associarla al ragno che ti plana sul braccio mentre sei a un passo dall'addormentarti: la gradisco con pari entusiasmo. In questi giorni mi si è aggiunta una responsabilità, anzi due, al già gravoso pacco di guai che quotidianamente devo affrontare. Va da sé che l'ansia stia tracimando. Tuttavia non mi lascio abbattere, anzi m'impegno con maggiore solerzia al raggiungimento di nuovi traguardi: prendo il mio elenco delle fobie (dico solo che supera la pagina, e non ne parliamo più) e ci lavoro. Quindi, è con grande piacere e una punta di presunzione, che posso dirvi che, ...