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Sul rancore, l'amore, l'assenza, la consapevolezza del tempo.

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“Il tempo ripara tutto” : me lo diceva spesso mia nonna; con lei il tempo non è stato clemente e io non ho mai creduto a questa, come a molte altre, perle di saggezza. Ho sempre elaborato teorie alternative, snaturato il significato di proverbi e di altri consigli derivanti dall’atavica esperienza popolare. Così, nel tempo, chi mi ha dato motivo d’astio, l’astio se l’è tenuto. “Dimentico ma non perdono”: ecco un altro stravolgimento, una semplice anastrofe che suona quasi come un lapsus, mentre delinea un preciso bug di programma mentale. Il rancore è un sentimento esecrabile, ma come accade con tutti i sentimenti è assai difficile, se non impossibile, ragionarci e ridurlo a più miti consigli. Sono una persona rancorosa che, peraltro sfoga apertamente il proprio rancore, perché tenerlo dentro produce ulcere gastroduodenali, ipertensione e, soprattutto, ansia e insonnia. Sputandolo fuori perde intensità e poi accade sempre qualcosa che lo fiacca, lasciandolo lì a languire: si scorg...

Da soli è meglio. A volte.

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Da "L'assassino del commendatore" di Murakami AVVERTENZA: se siete tanatofobici, non proseguite nella lettura. Ci ritroveremo comunque nei prossimi giorni... se saremo ancora qui (a volte, la mia perfidia mi stupisce). Avete mai partecipato alla cerimonia di consegna delle urne cinerarie?  Io non ero nemmeno informata della sua esistenza e mi ci sono trovata da sola, con due addetti cimiteriali (o qualcosa del genere) che mi stavano a fianco come corazzieri (anche l'altezza era quella giusta). Loro, i corazzieri, sembravano stupiti e persino avviliti per via della penuria di gente in buona salute (insomma, così così) nella stanza rotonda e per la mia evidente brama di concludere tutto velocemente. Perché "confezionare" le ceneri di un defunto è un'attività che richiede lentezza meditativa e una certa quantità di packaging.  Chiariamo un concetto: ve la racconto in modalità brutale, ma sul momento c'era della sofferenza che dovevo ges...