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Il sabato della posta. Panico a go go

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Tanto quel pacchetto dovevo spedirlo: un geco (finto) per il nipotino di un'amica; e i nipoti delle amiche meritano qualsiasi sacrificio. Ho pensato chi vuoi che vada alla Posta di sabato, alla otto e trenta, in un giorno tra due feste, roba che in due minuti sono entrata e uscita; tranquilla . Tuttavia sentivo quella punta d'ansia che segnala l'urgenza di dare di stomaco. Non è mai un buon segno quando lo stomaco tenta il suicidio lanciandosi dall'epigastrio; non c'è bisogno d'essere veggenti per prevedere la catastrofe, i segni ci sono tutti. Comunque, ho preso la mia macchinina (che ultimamente ha sviluppato un nuovo rumore da testata fondente al 90%) e mi sono avviata. Un isolato e mezzo e già non si vedeva un parcheggio per chilometri. Doppia fila, vigili a iosa per via del mercato rionale. La gente sarà ancora a letto oppure in centro per i regali di Natale o, al massimo, al mercato che in effetti è pieno come una discoteca a capodanno; tran...