Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta figli

Ho rubato qualcosa di voi (parte seconda): Gabry.

Immagine
  Chi ha letto la prima parte di questo articolo, sa di cosa parlo; chi non l’ha fatto può trovarlo QUI … e così andiamo avanti belli spediti. Non so perché mi sono tuffata nelle acque melmose e burrascose dell’infanzia. Pensavo fosse tutto più semplice, forse meno doloroso dell’immaginare la vita di un adulto. Ciò che non avevo considerato è che quando si scrive tocca entrare nei personaggi, pensare come loro piuttosto che farli pensare come te; e per quanto riconosca in me tratti infantili, non sono più una bambina da tanto, troppo, tempo. Casualmente, nei vicoli dei social, ho incontrato Francesca, una donna con cui mi sono subito sentita in sintonia ed ho scoperto che ha un figlio dell’esatta età del “mio” bambino (o almeno, aveva 11 anni quando ho iniziato a scrivere la storia). Le ho chiesto se lui avrebbe accettato di parlare un po’ con me in videochat e lei ha organizzato l’incontro. Ricordavo i tempi in cui qui veniva spesso un “piccoletto”, i pomeriggi trascorsi ins...

Alla fine...

Immagine
Immagine di Creozavr La scena è questa: Sto camminando con passo spedito (il passo spedito è una licenza poetica, diciamo che per le mie attitudini sto quasi correndo ma per il resto del mondo caracollo), tenendo il trasportino con la gatta. L'andatura e l'ansia da veterinario mi rendono rantolante (ma sì, aggiungiamoci anche le sigarette).  Sono spettinata, con una tuta da ginnastica che apparteneva ad un amico, quindi rischio di perdere le braghe da un momento all'altro, senza trucco e con una scarpa che lascia intravedere un alone di calzino bianco all'altezza dell'alluce.  D'altra parte sto andando dal veterinario, non a fare colazione a Buckingham Palace. E aggiungiamo che sento l'inquietante presenza di un attacco di panico pronto ad assalirmi appena giro l'angolo. O anche prima.   - Ma sei proprio tu? - Mi sento dire.   Per un attimo penso che il panico abbia acquisito anche il dono della parola. Volto leggermente la testa e ...