Malamore nell'aria notturna
Ero a un passo dall'addormentarmi con un romanzo sul naso. Capita spesso e mi offre una spiegazione soddisfacente al senso di soffocamento che a volte mi sveglia. Meglio dare la colpa a libro piuttosto che assumersi la responsabilità di un tabagismo che tento d'ignorare. Ma non siamo qui per parlare di rantoli notturni. Aggiungo solo che, nonostante la premessa, il romanzo in questione è avvincente. Mentre il capitolo 5 si stava adagiando sul setto nasale, sono stata scossa da voci femminili (una giovanissima, l'altra matura) provenienti da un non identificabile, almeno per me, appartamento del palazzone che mi sta davanti. Ho guardato l'ora: circa le due. E che cazzo, ho detto; se ben ricordo ci ho aggiunto anche un punto esclativo, ma non potrei giurarlo. Sono uscita sul balcone, scalza, vestita di una maxi t-shirt con ombrelli, Big Ben e la scritta rain in London (grazie Pat, regalo assai apprezzato)...