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Visualizzazione dei post da settembre, 2019

Personalità multiple e ogni cosa al suo posto

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Un carissimo amico ha detto che mi sottopone i suoi manoscritti in anteprima perché, possedendo io molteplici personalità, è come avere il giudizio di una ventina di persone. L'ho trovata una battuta assai divertente e, dopo una breve ma travagliata analisi, mi sono resa conto che ci ha visto abbastanza giusto; anche se mi ostino a pensare di soffrire esclusivamente di repentini, quanto destabilizzanti, sbalzi d'umore. Una di queste personalità, osteggiata dalle altre diciannove, è una seguace dell'ordine e della disciplina. E' la più fastidiosa, non ammette repliche e se ne frega altamente di qualsiasi condizione esterna sfavorevole. Ieri si è presentata con la solita arroganza, si è guardata attorno con orrore e disgusto, poi mi ha imposto di sistemare il casino su tavoli, cassetti e pavimenti, oltre che di dare una rigorosa pulita. Io e altri 18 me, abbiamo obiettato che devo portare il tutore a braccio e spalla per almeno un'altra settimana.

La storia di Ombretta: ansia, panico e poi una malattia che cambia le carte in tavola

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"Chi soffre di ansia e attacchi di panico sa che uno dei nostri peggior difetti è quello di essere esageratamente disponibili con chiunque, incluso chi non lo merita". Nel mondo virtuale, come in quello reale, capita d'incrociare un volto, poche parole, un pensiero, che accendono un interruttore nella mente e spingono a volerne sapere di più della persona a cui appartengono quegli occhi e quelle riflessioni. Non accade spesso, anzi. Ma quando succede scatta una sorta di colpo fulmine. E' stato così nei confronti di Ombretta: letto un suo commento su una pagina fb e sono corsa all'inseguimento della versione il più possibile analogica del relativo digitale. La sua foto di profilo mi ha ricordato un mix tra Lisbeth Salander e Peter Pan: è molto bella, sguardo determinato e sognante in una botta sola... racconta di una donna che davanti alla vita non cincischia. Tuttavia, essendole passata accanto nel gruppo che amministra,  Attacchi di panico , ho iniziato a le

10 motivi per non vergognarsi del panico e affini

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Alzi la mano chi si vergogna di soffrire di attacchi di panico, depressione, fobie varie, ipocondria, periodici sbarellamenti della mente (quest'ultima patologia non la trovate nei manuali di psichiatria né su Wikipedia). A me è capitato nel periodo d'esordio di tutta quella roba lì; a volte, anche ora tendo a non fare cenno delle storture che mi accompagnano, ma solo in ambito professionale, perché mi rendo conto che molti non capiscono e si fanno l'idea che da un momento all'altro potrei trasformarmi nel Jack Nicholson del film Shining e non è bello dare l'impressione d'inseguire potenziali clienti brandendo un'accetta; è poco "skilled", diciamo. Penso a quante volte, ad esempio nella sala d'attesa del medico (e non solo, purtroppo), gente mai vista m'intrattiene con dettagliate descrizioni di malattie che partono dall'artrosi per giungere alle emorroidi. Ecco, onestamente proverei più pudore nel lamentarmi su quanto duole il