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Visualizzazione dei post con l'etichetta libertà

Streptease della memoria.

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Seduta al tavolo della cucina, con un thè verde al limone che dovrebbe aiutarmi a digerire un notturno e blando impulso suicidale perpetrato con alimenti spaccastomaco, ho letto un articolo inviatomi da un'amica. È una mattinata afosa, la via ha il tipico suono di un quartiere che non va in vacanza, finalmente il mal di schiena mi dà tregua, forse per non rubare la scena ai guai digestivi. L'articolo racconta di un ragazzo, il figlio dell'amica di cui sopra, che dopo un percorso di studi assai impegnativo (roba da cervelloni), e lavori altrettanto ardui, ha deciso di svoltare. Non vi racconterò la sua storia, benché sia interessante e bella, perché è sua. Tuttavia, mi sento di condividere le riflessioni che ha prodotto in me. La lettura ha riportato in superfice un vecchissimo ricordo. I miei genitori avevano teorie educative che mi spingerei a definire non convenzionali. In realtà, sospetto che non avessero idea di cosa fare, quindi si limitarono a non introdurre re...

Il titolo non mi viene.

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  A volte mi incanto a fissare qualcosa o qualcuno. Finché è qualcosa, va bene; gli oggetti, gli alberi e le nuvole guardano altrove o se ne fregano se li fisso. Ma con le persone è diverso. Le persone pensano subito che ci sia qualcosa che non va, in loro o in me, o che va, ma non come penso io. In realtà non penso quando mi incanto, cioè penso ad altro. Capita che ci sia il dettaglio di un volto che mi ricorda qualcos’altro, di solito si tratta di luoghi, di ricordi o di una voce nell’elenco della spesa che ho dimenticato di acquistare. Resto lì, imbambolata a puntare un puntino anomalo in un’iride sconosciuta e mi perdo. È che non sono fisionomista, non ho memoria per le facce: se dovessi stilare un identikit ne uscirebbe un ritratto alla Picasso. I connotati mi sfuggono sempre e, ho scoperto, mi confondono anche i tatuaggi (li vedo in una maniera e li descrivo con colori diversi e forme che diventano lettere, e viceversa). “L’occhio è solo uno strumento ottico”, l’ho ...

"Libera la tua natura selvaggia" . Intervista a Eija Tarkiainen

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  “Fortunata io. Sono nata in una delle tragedie più antiche dell’umanità: circondata dall’amore profondo ma che trovava espressione attraverso i conflitti e le lacrime. Nella sua forma luminosa restava muto e immobile. Ho così imparato a vedere la Bellezza dietro le spade e gli scudi della paura, la sensibilità dietro gli sguardi feroci, la potenza della nostra natura anche se senza grazia espressa.” Questo è l’incipit di “Libera la tua natura selvaggia” di Eija Tarkiainen. Un libro che ho acquistato nonostante non ami i saggi che tentano d’insegnarmi chi sono, chi dovrei essere e come raggiungere la felicità. Ma è stato il sottotitolo - “Come ritrovarsi attraverso l’antica saggezza finlandese” - che mi ha fatto l’occhiolino, risvegliando l’attrazione che provo verso i Paesi nordici e le loro incantevoli leggende. L’autrice, infatti, si è ispirata al poema epico Kalevala , dove “gli eroi non combattono con le armi, il potere, il dominio materiale o il sapere intellettuale, ma co...

Internet e l'ottundimento del sensorio

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"Ottundimento del sensorio", termine medico che indica un animale "imbambolato". Questa mattina, la mia amica Maria Cristina, veterinaria, mi ha messa a conoscenza di questa definizione che ha aperto la stura a una serie di considerazione sulle nuove generazione, ma anche su quelle vecchie come la mia. Le ho descritto, al meglio delle mie possibilità, l'aspetto che so di avere appena sveglia (e che mantengo senza sforzo per il resto della giornata): sigaretta pendula, occhio vacuo, fatica a digitare anche sulla tastiera. Ha confermato che si tratta di ottundimento del sensorio. Non so se in questi casi il veterinario attacchi l'animale a macchinari predisposti a mantenerti in vita, seppur in presenza di encefalogramma perlopiù piatto. So per certo che prima dell'avvento di internet, delle App e dei giochini annessi, il mio aspetto era diverso, la casa più disordinata ma a mia misura, e c'era sempre pronto un libro da leggere o una stor...