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Visualizzazione dei post con l'etichetta timidezza

Streptease della memoria.

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Seduta al tavolo della cucina, con un thè verde al limone che dovrebbe aiutarmi a digerire un notturno e blando impulso suicidale perpetrato con alimenti spaccastomaco, ho letto un articolo inviatomi da un'amica. È una mattinata afosa, la via ha il tipico suono di un quartiere che non va in vacanza, finalmente il mal di schiena mi dà tregua, forse per non rubare la scena ai guai digestivi. L'articolo racconta di un ragazzo, il figlio dell'amica di cui sopra, che dopo un percorso di studi assai impegnativo (roba da cervelloni), e lavori altrettanto ardui, ha deciso di svoltare. Non vi racconterò la sua storia, benché sia interessante e bella, perché è sua. Tuttavia, mi sento di condividere le riflessioni che ha prodotto in me. La lettura ha riportato in superfice un vecchissimo ricordo. I miei genitori avevano teorie educative che mi spingerei a definire non convenzionali. In realtà, sospetto che non avessero idea di cosa fare, quindi si limitarono a non introdurre re...

La gente e la via dell'eremitismo

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Prima era diverso. Ero diversa io. Non sto parlando di decenni fa, credo si tratti di una manciata di mesi; è non per via della pandemia, quella casomai mi è servita ad acquisire quella "consapevolezza" di cui molti si riempiono la bocca (lo faccio anche io, eccomi qui). La mutazione riguarda la gente, o meglio il mio rapporto con l'umanità. Qui è d'obbligo una premessa: questa è la mia terza vita. Non sto parlando di karma, reincarnazione o altre cosucce carine su cui intrattenersi amichevolmente quando non c'è di meglio da pensare. No, ritengo di aver vissuto una prima vita che va dagli 0 ai 15-16 anni e che preferisco dimenticare, pur non riuscendoci; la seconda arriva ai 32 ed è stata parecchio divertente, follia permettendo; ora sto vivendo nella terza che, con benevolenza, definisco catastrofica ma interessante. Nella prima ero affetta da timidezza patologica e diffidenza diffusa verso le persone... tutte, parenti compresi (e in alcuni casi,...

Panico da timidezza

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Stamattina mi è accaduta una cosa curiosa, direi buffa, se non fosse che mi ha scatenato una punta di panico.  Solo una punta, cioè quello stato borderline tra un attacco d'ansia che toglie il respiro e un'ombra di panico che spinge alla fuga ma non paralizza del tutto. Ci siamo capiti, temo. Il dato positivo è che, come spesso accade in questi frangenti, la mia reazione mi ha consentito di capire qualcosa in più di me stessa: di solito non è piacevole, ma male non fa... o comunque non uccide. Sono andata dal mio medico di base per avere la prescrizione mensile di Xanax. Al solito, mi sono sentita come una vecchietta che attende con ansia la pensione per andare finalmente a fare la spesa al supermercato. La segretaria è entrata con il mio foglietto dalla dottoressa per la firma; ne seguo sempre il percorso, casomai si perdesse per strada... e lì sembro un tossico che punta lo spacciatore fino al luogo in cui tiene la "roba". Le due signore erano nello...