Lo sconquassamento delle fobie
Sono vent'anni che soffro d'agorafobia... no, no, facendo un rapido calcolo, siamo quasi a 22. Comunque, non è il momento di fare i pignoli e tirare fuori calcolatrice e vecchie agende per vedere quando sono terminati i viaggi, che poi mi deprimo. Ecco, stare in casa in forma coatta è per me (e temo per alcuni di voi) la norma, quindi non dovrei avvertire alcun disagio. Invece giro in tondo e scopro che casa mia è troppo piccola anche per una persona sola. Mi affaccio con regolarità alla finestra, ormai mi pare d'essere un orologio a cucù (perché il correttore mi dà sbagliata la parola cucù; come si scrive? Senza accento? Con la K? Vedete come entro facilmente in paranoia). Ascolto poca musica e quella poca è beatlesiana, fatico a finire di leggere un libro ma saltello qua e là senza troppo entusiasmo (poi confondo le trame e capisco più nulla), ho voglia di sdraiarmi al sole e sono sempre stata un vampiro che scappava davanti al più stitico raggio sol...