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Sognare rinoceronti

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  Da piccola parlavo raramente, perdevo spesso una scarpa e, quando potevo, camminavo fissando uno specchietto che tenevo rivolto verso l'alto.  Non mi piaceva giocare con gli altri bambini e gli adulti m'incuriosivano, ma preferivo osservarli da un certa distanza. Il mio passatempo preferito era guardare le immagini dell'enciclopedia medica; tuttavia quei volumi risultavano troppo pesanti da trasportare, quindi li sfogliavo sul pavimento. Pare fossi poco incline alla gioia o alla tristezza, ma non lo ricordo. Ricordo che l'unica richiesta che formulavo con petulante insistenza era d'essere portata allo zoo. Sospetto d'avere imparato precocemente che apparire strani destabilizza e che le persone destabilizzate cedono rapidamente ai tuoi desideri... per pietà o per paura, non so. Così ero spesso allo zoo, dove le iene m'incutevano terrore e la pantera mi faceva pena perché non smetteva di andare avanti e indietro in una gabbia troppo piccola e buia per un ani...

Coronavirus: pensare positivo in 14 step

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E' tempo di pensare positivo! Non mi mettete dei se o ma, attualmente sono inaccettabili. Capisco che, per chi non l'ha mai fatto prima, si tratta d'imparare qualcosa di nuovo facile come lo studio del sumero antico, ma non ci sono molte altre strade (lo so, non crediate). Iniziamo con un fenomeno che mai avremmo sperato si verificasse: ora tutti sanno cos'è il panico... smettete di lamentarvi del fatto che nessuno ci capisce (poi, più avanti, mi spiegherete quale beneficio porta la comprensione altrui: non cura, non respinge le paranoie e, di contro, può insinuare un annichilente senso di disagio; il compatimento non aiuta a guarire). Sia chiaro, volevo fare un decalogo, ma poi mi sono accorta che stavo sforando. Vi toccano 14 punti, scrupolosamente numerati ma messi un po' alla rinfusa perché ho poco senso delle priorità (l'ultimo andrebbe in cima, per dire). 1. Pensare positivo, significa anche PER UNA VOLTA percepire le proprie difficoltà...