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Oggi vi parlerò di Vincenzina

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Nuovo ospite della struttura di sollievo che sarebbe casa mia Ho paura che oggi vi parlerò di Vincenzina. Vi tocca anche questa. Lo faccio perché è domenica, ossia il giorno in cui andavo a pranzare con mia madre nella struttura temporanea o di sollievo (chissà a chi o cosa è riferito il sollievo) in cui era ospitata. Lì ho avuto modo di conoscere personaggi interessanti, ognuno struggente a modo suo, perlopiù mancanti di visitatori e di voglia di vivere. Vincenzina aveva il musetto che ricordava vagamente una cavia peruviana ma con occhi vivaci e, direi, terrorizzati da qualcosa (avrei pagato per sapere cosa). Capelli grigi tagliati presumibilmente da un toelettatore per cani, bocca perennemente aperta come fosse la musa ispiratrice di Munch. Indossava sempre un grande bavaglino, tipo neonato extralarge, perché sbavava parecchio (come io quando dormo... e ora voglio vedere se qualcuno ha ancora il coraggio di inviarmi quei messaggi che sono un mix tra il cort...