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Visualizzazione dei post con l'etichetta pigrizia

Streptease della memoria.

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Seduta al tavolo della cucina, con un thè verde al limone che dovrebbe aiutarmi a digerire un notturno e blando impulso suicidale perpetrato con alimenti spaccastomaco, ho letto un articolo inviatomi da un'amica. È una mattinata afosa, la via ha il tipico suono di un quartiere che non va in vacanza, finalmente il mal di schiena mi dà tregua, forse per non rubare la scena ai guai digestivi. L'articolo racconta di un ragazzo, il figlio dell'amica di cui sopra, che dopo un percorso di studi assai impegnativo (roba da cervelloni), e lavori altrettanto ardui, ha deciso di svoltare. Non vi racconterò la sua storia, benché sia interessante e bella, perché è sua. Tuttavia, mi sento di condividere le riflessioni che ha prodotto in me. La lettura ha riportato in superfice un vecchissimo ricordo. I miei genitori avevano teorie educative che mi spingerei a definire non convenzionali. In realtà, sospetto che non avessero idea di cosa fare, quindi si limitarono a non introdurre re...

Blue Monday

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Edward Hopper picture   Oggi è Giornata internazionale del 𝐁𝐥𝐮𝐞 𝐌𝐨𝐧𝐝𝐚𝐲 ossia il lunedì più triste dell'anno che ovviamente, in alcuni Paesi, coincide con la Giornata della Depressione. E' vero che ormai ogni giorno (o quasi) si celebra qualcosa, e spesso si tratta di assolute bizzarrie (abbiamo la giornata del tapiro, del backup, degli ufo e persino delle emoji... tempo fa avevo elencato le migliori - ossia le più divertenti - in questo articolo ), ma pare che quella di oggi sia stata designata non a caso. E allora vediamone la storia. A stabilire che ogni terzo lunedì del primo mese dell'anno coincidesse con un repentino calo dell'umore è stato lo psicologo Cliff Arnall, docente all'università di Cardiff; il quale è anche l'autore del nome. Blue Monday: il termine inglese "Blue" è usato per indicare una sfilza di sensazioni sgradevoli come la tristezza, la malinconia, la noia e probabilmente altre, nessuna delle quali con accezione positiva....

Sono un po' giù

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Sono un po' giù. Sulla U di giù ci va l'accento, inutile far finta di niente. Dicevo, prima che la questione dell'accento grave (che di per sé aggrava l'errore) creasse un piacevole diversivo, che ho l'umore un po' basso; se ci guardo dentro vedo Kyoto: un bello spettacolo, per carità, ma al momento avrei bisogno di sentirmi sull'Himalaya (controllato su Google perché ho un problema anche con le ipsilon). In casa ho 14 gradi: un bel numero, tiene compagnia ma non riscalda il  cuore e nemmeno le ossa. La cervicale fa un po' male, fortunatamente solo se muovo il collo (poi non ditemi che vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto), non riesco a scongelare il merluzzo per cena che, vista la temperatura esterna, brama di tornare nel freezer. Ho anche finito le olive nere, che con il merluzzo ci sguazzano a meraviglia. Le olive mi piacciono tanto, le fagocito senza pensare di averle acquistate per accompagnare la pasta o, appunto, il merluzzo. ...

Il look depresso

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In questo periodo non presto molta attenzione al look.   E la prima frase c'è; il più è fatto. Purtroppo temo di aver scritto un'enorme falsità, a meno che per "periodo" non s'intenda uno spazio di tempo tendente all'infinito, ma ho conosciuto, e a tratti frequento ancora, dei momenti benevoli alla presa in carico di una sobria eleganza. Come chiunque sa, l'umore tendente a bassa pressione non indossa il tailleur. Già solo infilarsi un paio di collant genera stanchezza fisica e mentale. Aggiungerei che l'agorafobia non ti fa mai sapere con preavviso adeguato quando e come potrai uscire. Il più delle volte spara la pistolettata da starter quando ancora sei in pigiama e, onde evitare di ritrovarsi squalificati prima della partenza, si esce curandosi solo d'infilare le scarpe. E così accade che u na conoscente, incontrata al supermercato, mi dica "ho un pigiama uguale ai tuoi pantaloni". "Evidentemente abbiamo lo s...