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Conoscere se stessi. Un lavoraccio!

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Chi guarda in uno specchio d’acqua, inizialmente vede la propria immagine. Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente. Foto di Congerdesign Non lo dico io, sono parole di Jung (ho cliccato sull'icona "citazione", ma probabilmente salterà la formattazione perché c'è ancora qualcosa che mi sfugge di questo blog); se ci sono obiezioni, prendetevela con Carl Gustav, che comunque salutiamo con affetto. Stanotte riflettevo su quale lavoraccio sia tentare di conoscere se stessi, e quanto a volte sia inutile....