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Più dentro che fuori - il viaggio dell'agorafobica

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Quante volte vi ho detto che volevo andare a Dublino? Siate sinceri: avete pensato che non ce l'avrei mai fatta, eh? Credete forse che una donna perlopiù impegnata a raccontarvi il tormento interiore per una capatina dal panettiere sotto casa, non riesca ad allontanarsi dalla sua tana per più di mezzora? Gente di poca fede!  Certo che ci sono andata a Dublino. Con la fantasia, ma ci sono andata. Adesso direte che così sono capaci tutti. Mica vero, serve parecchio sforzo creativo per arrivare in un luogo senza muoversi dalla sediolina; si fa prima a prendere un aereo, per dire. Comunque l'Irlanda è intrigante esattamente come la immaginavo. Da questo viaggio avventuroso e intriso di complicanze insite nell'agorafobia, è nato il romanzo "Più dentro che fuori", sottotitolo: "Il viaggio dell'agorafobica", edito da Morellini. E dal momento che qualsiasi sinossi, commento, analisi, trama legata a un libro mi risolta assai difficile, vi...

Ai lettori del Belgio

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Come chiunque abbia un blog piccolino, minuto, una roba che ci potremmo bere un tè tutti insieme (sarebbe bello, peraltro), spesso vado a curiosare tra le statistiche dei post. Naturalmente, la maggior parte dei lettori vive sul suolo italiano, dimostrando così, oltre a un invidiabile gusto letterario, anche un notevole coraggio e spirito di sopravvivenza. Secondi in classifica gli americani che, come sappiamo, leggono molto e quindi godono di tutta la mia stima. Ma il dato che più m'incuriosisce è il numero, costante e inalterato, di belgi. Qualcuno sostiene si chiamino belghi, ma il mio intuito infallibile e soprattutto il correttore automatico mi suggeriscono trattarsi di un errore da principianti. So che in Belgio vivono molti italiani, come in qualsiasi altro angolo del mondo... sempre per la questione del coraggio e dello spirito di sopravvivenza; ma so anche che si tratta di uno Stato non molto grande con circa 10 milioni di abitanti (sono andata a chiedere a Go...

Viaggiare a chilometri zero

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Capita, soprattutto di notte, che mi venga voglia di viaggiare. Allora mi alzo, accendo il computer, scelgo una meta e traccio l'itinerario da percorrere in auto. Di solito non privilegio mete vicine: troppo facile, rischierei persino di arrivarci nonostante le incertezze della pompa della benzina e le mie notevoli resistenze. La tappa preferita è l'Irlanda: mi piace il clima, la storia, le leggende, gli elfi, il ballo tradizionale e persino il leprechaun, che di bello ha ben poco. A volte, tuttavia, mi spingo fino a isole del Pacifico, dove anche con l'impianto carburante funzionante faticherei ad arrivarci (a lungo andare s'imbarca acqua). Devo premettere che mi sottopongo regolarmente a un tipo di terapia che basa molta della sua efficacia sulla "visualizzazione". Aggiungo una non comune inclinazione all'immaginazione, alla fantasia elevata a stile di vita. E così il gioco è fatto. Guardo qualche foto, tanto per avere una traccia su cui...