Agosto è finito e l'ansia da ospite
Agosto è finito. E anche per oggi ho inserito nel testo un'inutile ovvietà; ormai è quasi un marchio di fabbrica. Pur avendo una certa predisposizione per le asserzioni banali, questa ha un suo perché. Agosto è il mese delle vacanze, delle città che si svuotano (sempre meno, purtroppo), delle gite, passeggiate, cene con amici, birrettina nei locali, eccetera. Ma è anche il mese in cui la depressione sboccia mostrando colori più vividi, le ansie trovano maggiore spazio tra i diminuiti impegni, le nostalgie di vecchi viaggi (ormai persino un po' sbiaditi) mordicchiano qua e là come zanzare moleste. Personalmente ho cercato di impegnare questo mese in modo costruttivo. L'impresa non ha avuto i risultati sperati, a parte una bronchite che ha riproposto le suggestioni dell'estate al mare 1995. Tuttavia, mi sono tenuta occupata: ricerca di nuovi lavori (il mio curriculum ha qualcosa che non va, devo studiarlo meglio), progetti inattuabili o comunque vagament...