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Visualizzazione dei post da agosto, 2023

Breve storia di insensata contentezza.

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  Non è accaduto alcunché di così significativo. Niente da segnalare, eppure. Eppure da qualche tempo sono contenta: canticchio, se il corpo duole diventa l’occasione per fare cose nuove meno faticose, fischietto parecchio, spargo sorrisi a random (e sono sinceri, non partono dalla bocca), passeggio (canticchiando e fischiettando) e mi godo panorami forse insignificanti, sto ricominciando a dormire, mi disinteresso senza sforzo a chi non merita più il mio interesse, mi inalbero poco e solo per giuste cause, fumo meno, rido di più, sento di voler bene a una folla di gente perlopiù sconosciuta… nessuna ansia,   momenti di autentica e insensata gioia. È meraviglioso! Pure troppo. È così strano, almeno per una depressa a lunga percorrenza. Ecco, se sei fatta “storta”, se la mente ce l’hai un po’ sghemba, dopo un mesetto o due finisci persino col preoccuparti e cerchi sul web se la felicità può essere il sintomo di una grave malattia. In effetti, può esserlo, così dice il web; toc

Breve storia del corpo umano (una guida per gli occupanti) di Bill Bryson

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  Questo libro mi ha seguita per ogni dove. È stato nel mio zaino per tre anni, ovunque andassi lui veniva con me. Mi ha aiutata, talvolta permettendomi di arrivare non del tutto impreparata ad appuntamenti di lavoro, mi ha fatto sorridere in momenti poco piacevoli, è stato una compagnia nei tempi di code e permanenza in sale d’attesa, mi ha distratta da qualche ansia e non è poco. Forse per questi motivi ho sempre evitato di leggerne l’ultimo capitolo. O forse perché parla della morte, e per quanto l’argomento sembri non turbarmi un granché, sotto sotto si tergiversa. Ci è voluto il mal di schiena, e la conseguente necessità di alleggerire il carico quotidiano durante le uscite, per convincermi a sfrattarlo dalla sua dimora mobile. L’ho trovato macchiato dal thè del thermos a tenuta controversa, dalla mina dei lapis, dalle mie impronte digitali poco linde, e tra le pagine c’erano foglietti con appunti, briciole di tabacco e zucchero dei Pavesini; ma finalmente ho terminato la lett