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L'ipocondria con ironia (che fa pure rima)

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Era una notte buia e persino un po' tempestosa. Una di quelle notti in cui, per non pensare alle grane su cui mi sono soffermata durante tutta la giornata, inizio a catalogare (in ordine di gravità diagnostica) i sintomi suggeriti dal corpo. Mi sono soffermata sul dolore al braccio sinistro esordito durante l'estate e mai sottoposto a verifica medica, perché, se ben ricordate, ospedali, farmaci e dottori sono al top della classifica delle mie fobie: esiste una forma di masochismo più crudele per un'ipocondriaca? Rispondo io... no! Comunque, mentre ero lì a decidere se il dolore all'arto di cui sopra fosse imputabile all'infarto più lungo della storia o a un tumore al polmone (con metastasi girovaganti con mete eterogenee), ho acceso una sigaretta (tanto per abbreviare i tempi di sofferenza) e anche il computer. E lì mi si è aperto un mondo. Non ho cercato una diagnosi su Google, io ne so più di qualunque medico online e anche offline, ma mi sono imbattuta i...