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Personalità multiple e ogni cosa al suo posto

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Un carissimo amico ha detto che mi sottopone i suoi manoscritti in anteprima perché, possedendo io molteplici personalità, è come avere il giudizio di una ventina di persone. L'ho trovata una battuta assai divertente e, dopo una breve ma travagliata analisi, mi sono resa conto che ci ha visto abbastanza giusto; anche se mi ostino a pensare di soffrire esclusivamente di repentini, quanto destabilizzanti, sbalzi d'umore.
Una di queste personalità, osteggiata dalle altre diciannove, è una seguace dell'ordine e della disciplina. E' la più fastidiosa, non ammette repliche e se ne frega altamente di qualsiasi condizione esterna sfavorevole. Ieri si è presentata con la solita arroganza, si è guardata attorno con orrore e disgusto, poi mi ha imposto di sistemare il casino su tavoli, cassetti e pavimenti, oltre che di dare una rigorosa pulita.
Io e altri 18 me, abbiamo obiettato che devo portare il tutore a braccio e spalla per almeno un'altra settimana. Nulla, nemmeno davanti…

La storia di Ombretta: ansia, panico e poi una malattia che cambia le carte in tavola

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"Chi soffre di ansia e attacchi di panico sa che uno dei nostri peggior difetti è quello di essere esageratamente disponibili con chiunque, incluso chi non lo merita".Nel mondo virtuale, come in quello reale, capita d'incrociare un volto, poche parole, un pensiero, che accendono un interruttore nella mente e spingono a volerne sapere di più della persona a cui appartengono quegli occhi e quelle riflessioni. Non accade spesso, anzi. Ma quando succede scatta una sorta di colpo fulmine. E' stato così nei confronti di Ombretta: letto un suo commento su una pagina fb e sono corsa all'inseguimento della versione il più possibile analogica del relativo digitale. La sua foto di profilo mi ha ricordato un mix tra Lisbeth Salander e Peter Pan: è molto bella, sguardo determinato e sognante in una botta sola... racconta di una donna che davanti alla vita non cincischia. Tuttavia, essendole passata accanto nel gruppo che amministra, Attacchi di panico, ho iniziato a leggere n…

10 motivi per non vergognarsi del panico e affini

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Alzi la mano chi si vergogna di soffrire di attacchi di panico, depressione, fobie varie, ipocondria, periodici sbarellamenti della mente (quest'ultima patologia non la trovate nei manuali di psichiatria né su Wikipedia). A me è capitato nel periodo d'esordio di tutta quella roba lì; a volte, anche ora tendo a non fare cenno delle storture che mi accompagnano, ma solo in ambito professionale, perché mi rendo conto che molti non capiscono e si fanno l'idea che da un momento all'altro potrei trasformarmi nel Jack Nicholson del film Shining e non è bello dare l'impressione d'inseguire potenziali clienti brandendo un'accetta; è poco "skilled", diciamo.
Penso a quante volte, ad esempio nella sala d'attesa del medico (e non solo, purtroppo), gente mai vista m'intrattiene con dettagliate descrizioni di malattie che partono dall'artrosi per giungere alle emorroidi. Ecco, onestamente proverei più pudore nel lamentarmi su quanto duole il sedere, m…

Vita e opere dell'insonnia

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Di notte dormo un... niente (mi sto autotassando per ogni parola scurrile che dico o scrivo: spezzo una sigaretta a metà. Poi finisco per fumarmi due mozziconi, uno con filtro e l'altro senza).
Mi hanno detto che sono affetta dalla sindrome del panettiere, e in effetti sotto casa ho un forno e mi piace sentire il rumore dell'impastatrice, che crea cali di tensione elettrica e mi si ammoscia la lampadina... e il profumo della pizza tra le 3 e le 4.30 AM.
L'insonnia non sarebbe un problema. Anzi.  Di notte ci sono un sacco di cose da fare: il minestrone, iniziare e finire un romanzo giallo in un'unica soluzione (con lampadina incerta), annotare pensieri, abbozzare romanzi, scrivere sui muri di casa, colorare il soffitto (vedi foto), guardare un film in bianco e nero, ascoltare musica con le cuffie, uscire per una passeggiata e fissare inebetita i semafori giallo lampeggiante, farsi la ceretta ai baffetti... insomma, non ci si annoia, anche perché la natura mi ha dotata di…

Mentre cercavo la pace interiore

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Per trovare la pace interiore, contemplare il proprio sé profondo, baloccarsi con i demoni che infestano la mente, sfuggire da rabbia e altri inquinanti, esistono varie alternative: c'è chi va in India, in Buthan o in un monastero; chi si isola in eremo lontano dalla civiltà cibandosi di licheni o in una lussuosa spa a mangiare aragosta al vapore, e infine chi percorre la via dello shopping compulsivo. Io ho spento il modem per una settimana. Niente internet e niente telefono (lo smartphone era acceso, lo ammetto... perché ho degli amici che mi preme sentire tutti i giorni, ma in mia difesa posso giurare che nessuno di loro è minimamente inquinante).
Tutte le alternative di cui sopra sono allettanti, non ci piove; è che sono pigra, piena di grane finanziarie e un tantino agorafobica. Tuttavia, l'idea del lichene la tengo a mente magari per la prossima estate. Ora, penserete che me ne sia stata in casa a meditare, che nulla abbia interferito con il lavoro di scavo e pulizia del poz…

La qualità del sonno e la radio cinese

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Per chi soffre d'ansia e suoi derivati, ma anche per chi sta bene (per dire), la qualità del sonno è importantissima. E la fase del risveglio svolge un ruolo fondamentale. Qui c'è il problemuccio della radio sveglia. Acquistata nel supermercato cinese per ben 10 euro, fin da subito ha rivelato una piccola criticità.
L'ho colta la prima mattina che mi sono svegliata con gente che cantava inni sacri. Mi pareva di avere in casa una folla che pregava per me... e mentre sei nel letto ancora un po' addormentata, e sei altamente ipocondriaca, hai la sensazione che il medico abbia allertato il prete di zona.
Ogni sera cercavo qualche altra stazione, una qualsiasi. Mi pareva di trovarla e poi, all'ora prestabilita per iniziare la giornata, mi ripartiva la messa. Allora ho recuperato l'imballaggio della giargiattola e sono tornata dal cinese che, tra l'altro è gentilissimo e mi è simpatico. Gli spiego che l'aggeggio prende solo Radio Maria, qualsiasi altra stazione gra…

Alla ricerca della Mole perduta

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Come già detto in precedenza, ho seri problemi di orientamento spazio-temporale-emozionale anche in zone che conosco - tipo sotto casa - e mi faccio prendere da attacchi d'ansia quando mi trovo in posti che suppongo di non aver mai frequentato. L'ansia acuisce lo stordimento e in un amen mi sento irrimediabilmente persa. Poi sale il panico... è un iter che conosciamo bene, inutile perderci tempo.
Quando mi perdo cerco la Mole. Anche di questo vi avevo già parlato nel pezzo Stephen King, fobie e la libreria che non ritroverò più (che potete trovare QUI, il pezzo, non la libreria, quella effettivamente è sparita). E arrivo al punto, concedetemi solo un'altra brevissima digressione che, come vedrete, ha un suo perché: da qualche tempo, chi mi viene a trovare dimentica sempre qualcosa in casa mia.  Inizialmente vi leggevo un intrinseco significato psicologico: vogliono tornare, mi dicevo. In seguito, anche in virtù dell'allarmante frequenza del fenomeno, ed escludendo la…