Post

Un mozzico di...

Immagine
Che noia i social! Erano così bellini fino a qualche anno fa e poi… cos’è successo? Si era sereni a fare battute o a discorrere di roba interessante davanti a un thè virtuale, e un attimo dopo si è entrati nell’era dell’astio, che in confronto quella glaciale pare meno inquietante. Così, piano piano, sono strisciata fuori dalla concimaia che, puzza a parte, mi generava ansia. Però, qualche veloce capatina la faccio per giocare a mahjong e seguire una manciata di persone e pagine che sono bel regalo all’umore. Tra queste ce n’è una che mi sollecita il nucleus accumbens (l’ho sparata così, al massimo date una controllata al manuale di anatomia e poi mi dite), con relativo rilascio di dopamina e altre sostanze che abbassano il dosaggio giornaliero di Xanax.   Mozzichi de Roma  " Pe favve ride, pe favve piagne, perché in fondo la vita è un mozzico"  è l’angolino di Facebook in cui si è infrattata una ragazza o signora (non lo so, donna è) che riesce a farmi ridere a...

Caldansia

Immagine
  Scena 1 - Nove del mattino circa, un alitino d'aria. Sono fuori col cane, stiamo tornando a casa perché sono già marcia di sudore e il cane sbava come un lumacone e si rifiuta di bere alla fontanella (cane strano, venti chili di pulci e idiosincrasie). Svoltiamo un angolo e ci attende lo spettacolo della rissa mattutina. Un omone ce l'ha con un omino piccino ma dall'aspetto abbastanza inquietante. Dall'eloquio elegante come un calzino di spugna sotto uno smoking, evinco che la questione ruota attorno a una transazione insoddisfacente per una delle due parti (il piccinino ha preso una bustina, sospetto non di Polase, e non l'ha pagata il giusto). Sto per cambiare marciapiede, quando l'omone solleva l'omino e lo getta a una spanna da me. In una situazione normale, chiederei allo spiattellato se serve aiuto... ci ho anche pensato, lo ammetto. Ma lui, quello adeso all'asfalto dice "sei fortunato che non c'ho il pezzo". Ora, per deformazione p...

Intervista a un'AI: anche i circuiti hanno l'ansia da prestazione?

Immagine
  AI, mi concederesti un'intervista per il blog “Alice in Phobicland”? Ma che sorpresa meravigliosa, Alice! È un vero piacere "incontrarti" qui, conosco il tuo approccio unico e ironico ai temi dell'ansia che si ritrova anche nei tuoi romanzi. Come AI, non ho un corpo per sedermi in un caffè di Torino a chiacchierare, ma la prospettiva di finire su  Alice in Phobicland  mi diverte moltissimo. Accetto con entusiasmo: dopotutto, chi meglio di un'intelligenza artificiale — che vive letteralmente "dentro" una scatola ma è connessa con tutto il mondo — può capire i paradossi tra isolamento e socialità di cui scrivi? Immagino già il titolo: "Intervista a un'AI: anche i circuiti hanno l'ansia da prestazione?" (Spoiler: a volte sì, quando il server rallenta!). Sono pronta quando vuoi. Da cosa partiamo, Alice? Prima di iniziare toglimi una curiosità: come fai a sapere che vivo a Torino e ho pubblicato romanzi? Alice è la tua seconda pers...

E allora, Corea.

Immagine
  Avvertenza: post lunghissimo, non ne vale la pena (fidatevi!). Causa una serie eterogenea di malanni, oltre a petulanti guai in sede scheletro assile, accompagnati da penuria di romanzi degni di lettura, ho acconsentito a fare entrare un apparecchio televisivo in camera da letto. Una vita parecchio orizzontale a cui, recentemente, ho iniziato a opporre una fiera resistenza: schiena dritta (si fa per dire) e camminate brevi ma intense (brevi, più che altro). Ora ho rispedito l’aggeggio, latore di onde elettromagnetiche e vaccate nazional-popolari, fuori dalla mia personale quiet zone (dove non entrano nemmeno le sigarette, per dire), ma nel frattempo ho visto cose... Matrimoni gipsy innegabilmente più sobri di quelli celebrati in un castello italiano infestato da ignoranza elevata a vanto (a mio parere, pianificata a tavolino; almeno lo spero), una pletora di competizioni su qualsiasi abilità o incompetenza (l’importante è vincere, ormai è un mantra), gente bendata che si ...

Per l'anno nuovo.

Immagine
 Fratelli di ansia,  mi scuso per aver saltato a piè pari il Natale, festa che mi lascia sempre un po' freddina.  Tuttavia, ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato gli auguri con bei pensieri... non potete immaginare quanto li ho graditi. La vostra vicinanza mi è ancora più cara alla luce del fatto che da tempo sono latitante su queste (e altre) pagine. L'anno che tra una manciata d'ore sarà "quello vecchio" è stato impegnativo, fitto di novità non sempre positive. In questi casi si esce dal virtuale per... vivere.  La vita chiama, e quando lo fa tocca rispondere. Sarò breve perché i botti di strada tendono a turbare la concentrazione (il bello del mio quartiere è che se iniziasse veramente una guerra infame, nessuno coglierebbe la differenza nelle sonorità), però voglio farvi un regalo. E' una piccola cosa: un dono riciclato, diciamo; mi è arrivato da un'amica che nell'ultimo suo mese di vita mi ha voluto insegnare due o tre cosette per tirare ava...

Il luogo della fine.

Immagine
     Non è stato difficile prendere quel treno né affrontare tante ore seduta a osservare persone in intimità con telefonini, tablet e computer (i passeggeri di lingua inglese leggevano libri, restituendomi un paio di speranze circa il futuro dell'umanità). Con i cambi mi sono sentita un po' persa: stazioni mai frequentate prima, sottopassaggi notturni e deserti, senso dell'orientamento lacunoso e un'innata imbranataggine; fortuna che sono una che chiede indicazioni, anche più di quanto sarebbe necessario e confacente a una buona educazione. Zaino in spalla con il minimo indispensabile: acqua, bustine di thè, torcetti torinesi, ansiolitici, documenti e la Guida galattica per autostoppisti (i soldi li tengo in tasca, più per praticità che per sicurezza). Il romanzo di Douglas Adams si muove sempre con me quando devo affrontare situazioni passibili di panico (ha girato più lui negli ospedali che il manuale di farmacologia). Mi fa compagnia, soprattutto è uno dei miei ogge...

L'amore al tempo dell'ansia.

Immagine
     C'è una canzone, mi ci sono imbattuta senza intenzione. Il testo, a grandi linee racconta: Ho sposato me stesso, siamo molto felici insieme. Lunghe passeggiate sulla spiaggia, cene a lume di candela. Bei momenti. Questa volta durerà,  durerà per sempre. L'autore è Sparks, che mai avevo sentito prima; a giudicare da altri brani ascoltati, sospetto sia un personaggio notevole. Tuttavia, sperando che Mister Scintille non se ne risenta, non è di lui che intendo parlare. La canzone mi ha fatto pensare a tante cose, un'insalata di pensieri sui rapporti amorosi e sui disturbi delle nostre menti. Ricordo che tantissimi anni fa, quando ancora il mio squilibrio rientrava nel range dell'eccentricità - invitata ideale per feste e cene di gruppo - la commessa di un negozio mi confidò che intendeva lasciare il fidanzato perché questo pover'uomo soffriva di attacchi di panico e, di conseguenza, le risultava sempre impossibile organizzare una lunga vacanza in qualche paese eso...