La fame notturna
Ho sempre avuto e sempre avrò problemi alimentari, è un fatto. Ci ho discusso, con l'inappetenza, e abbiamo raggiunto una sorta di accordo: lei mi lascia in pace per qualche ora al giorno e io la ignoro per il resto del tempo. E' un buon contratto, che estenderei anche ad altre questioni persino planetarie. Ma, un ma c'è sempre, se durante il giorno viviamo una convivenza da separate in casa, di notte l'ipotalamo laterale (quello centrale evidentemente dorme) si sveglia trasformandomi in un licantropo del frigorifero. Posso anche trovarmi nel guscio protettivo del sonno profondo, posso anche avere la dispensa vuota (capita, più spesso di quanto i miei microscopici pasti possano prevedere), e io divento una sorta di lupo famelico. E' così da sempre, non me ne faccio un cruccio: tra l'una e le due devo mangiare, non importa cosa. La scorsa notte, in preda ad uno di questi attacchi, ho colto che la scelta era scarsa. Una scatola di ceci, un pac...