Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta depressione

Invecchiando s’impara. E si cambia qualcosina.

Immagine
  Foto di Foto di Светлана Бердник      Da giovane pensavo che superati i cinquant’anni, e ancor più arrivata ai sessanta, tutto si sarebbe fermato… sogni, cambiamenti, desideri. A dire il vero, da giovane pensavo che sarei morta giovane, e non è accaduto (a volte sbaglio anch'io). Però, è anche vero che sono sempre stata lenta (apposta amo le lumache), ma mai avrei osato sperare che questo difetto mi sarebbe tornato utile. Invece, col passare del tempo è diventato più facile immergermi in quel luogo spaventoso, tuttavia necessario, in cui ti siedi davanti a uno specchio e ti vedi per quella che sei e che dovresti essere per ritrovare l’equilibrio perduto. Non vi nego che è stato un po’ sconvolgente scoprire di aver trascorso mezzo secolo in un inganno perpetrato a mio esclusivo danno. Inganno che si è piacevolmente accoppiato con la depressione, l’ansia, la fobia sociale: hanno banchettato tutti insieme, hanno occupato casa, portandosi via una marea di an...

Un mozzico di...

Immagine
Che noia i social! Erano così bellini fino a qualche anno fa e poi… cos’è successo? Si era sereni a fare battute o a discorrere di roba interessante davanti a un thè virtuale, e un attimo dopo si è entrati nell’era dell’astio, che in confronto quella glaciale pare meno inquietante. Così, piano piano, sono strisciata fuori dalla concimaia che, puzza a parte, mi generava ansia. Però, qualche veloce capatina la faccio per giocare a mahjong e seguire una manciata di persone e pagine che sono bel regalo all’umore. Tra queste ce n’è una che mi sollecita il nucleus accumbens (l’ho sparata così, al massimo date una controllata al manuale di anatomia e poi mi dite), con relativo rilascio di dopamina e altre sostanze che abbassano il dosaggio giornaliero di Xanax.   Mozzichi de Roma  " Pe favve ride, pe favve piagne, perché in fondo la vita è un mozzico"  è l’angolino di Facebook in cui si è infrattata una ragazza o signora (non lo so, donna è) che riesce a farmi ridere a...

L'amore al tempo dell'ansia.

Immagine
     C'è una canzone, mi ci sono imbattuta senza intenzione. Il testo, a grandi linee racconta: Ho sposato me stesso, siamo molto felici insieme. Lunghe passeggiate sulla spiaggia, cene a lume di candela. Bei momenti. Questa volta durerà,  durerà per sempre. L'autore è Sparks, che mai avevo sentito prima; a giudicare da altri brani ascoltati, sospetto sia un personaggio notevole. Tuttavia, sperando che Mister Scintille non se ne risenta, non è di lui che intendo parlare. La canzone mi ha fatto pensare a tante cose, un'insalata di pensieri sui rapporti amorosi e sui disturbi delle nostre menti. Ricordo che tantissimi anni fa, quando ancora il mio squilibrio rientrava nel range dell'eccentricità - invitata ideale per feste e cene di gruppo - la commessa di un negozio mi confidò che intendeva lasciare il fidanzato perché questo pover'uomo soffriva di attacchi di panico e, di conseguenza, le risultava sempre impossibile organizzare una lunga vacanza in qualche paese eso...

La vita è un gioco.

Immagine
  “Ti comporti come una bambina” . Capita di sentirselo dire nei momenti più allegri e giocosi ma, spesso, nella voce dell’interlocutore c’è una sfumatura di biasimo. E non importa se hai iniziato molto presto ad arrangiarti da sola, a gestirti i guai e a imparare a stare da sola senza la paura del buio. Ma è come se quella spensieratezza (o leggerezza, ci sta), che magari da bambina non avevi, fosse poco gradita. Personalmente vivo momenti di questo tipo, al netto dei periodi di depressione che, purtroppo, è una malattia che appiattisce anche l’età: non ci si sente né bambini né adulti… proprio non ci si sente in generale. Quindi, ho trovato molto consolante e illuminante il nuovo libro della giornalista e scrittrice Daniela Daniele, “La vita è un gioco”. Si tratta di un’opera che fatico a inserire in un genere ben definito: un po’ saggio, un po’ romanzo, un po’ autobiografia e reportage giornalistico. La prima cosa che mi sono chiesta, appena terminata la lettura, è come ...

La guerriera ipocondriaca

Immagine
  Mi hanno sempre insegnato ad arrangiarmi da sola; è una lezione che ho imparato bene, e ne sono fiera. Non sembra ma sono in gamba, tanto che sto facendo lavoretti di ristrutturazione con successo e uso il seghetto alternativo (di cui amo il nome ) e altri utensili non alla portata di tutti. Tuttavia, devo ammettere di essere incappata in qualche incidente, perlopiù a causa della scarsa qualità dei chiodi cinesi, confermata da loro stessi (i cinesi) nel proverbio "di un buon metallo non si fa un chiodo, di un buon uomo non si fa un soldato" (che meraviglia!). Per capirci, senza l’interferenza asiatica, non sarebbe accaduto nulla di quanto ora vi elenco: un frammento di chiodo mi si è artatamente piantato sul tallone di un piede (l’ho estratto lacrimando un po'), mentre nell'alluce dell'altro piede si è infilata una scheggia di legno (quella è ancora lì e si zoppica un tantino). Mi è scivolata la taglierina... c'è da dire che tentavo di aprire una confezione ...

Il colpo degli allegri infelici.

  Ieri è uscito nelle librerie il mio nuovo romanzo! Ho messo un bel punto esclamativo per esprimere un entusiasmo che purtroppo sento tiepido e sciapo come una minestrina d'ospedale. Ma eccomi qui! (idem). Ora ve ne parlo un po'. E' il quarto pubblicato e il nono scritto, è divertente. Qui mi parte una breve digressione: mi è stato chiesto perché scrivo romanzi umoristici a dispetto di uno stato depressivo abbastanza evidente; gli altri 5 lavori, quelli chiusi nel cassetto, sono tutt'altro che divertenti, il fatto è che non me li pubblicano: pare io sia più brava a fare ridere... è la storia della mia vita.  E comunque, a volte basterebbe leggere tra le righe per smorzare il sorriso. La trama del romanzo ve la evito perché sono inetta con le sinossi. Posso dirvi che parla di tre trentenni che decidono di darsi al furto con scasso, ma tutto va storto e si trovano tra le mani un ostaggio. Si tratta di una donna, Pandora, che come la sua omonima mitologica porta scompigli...

Piccola digressione anatomica.

Immagine
      Prima di andare a dormire do un’occhiata alle notizie dell’ultima ora. Per addormentarmi mi ripeto l’alfabeto, anche al contrario (e lì, di solito, mi abbiocco in uno stato di totale confusione mentale), abbinando a ogni lettera il nome di una malattia. Appena sveglia ritorno ai lanci d’agenzia ma con più impegno rispetto alla sera, cioè non mi limito a guardare le figure.  Durante la giornata leggo studi, ricerche, test randomizzati a doppio cieco carpiato su varie patologie.  Fatico a concentrarmi e sto iniziando a sospettare che non si tratti di un disordine neuropsichico: è che non voglio concentrami, la mente divaga per sfuggire alla naturale ansia a cui conducono queste attività.        Tuttavia, a volte, stare dietro a questioni mediche risveglia la mia attenzione (che, appunto, di solito dorme o va a farsi un giro per ammirare panorami più ameni). Ammetto che sono bei momenti, perché per un’ipocondriaca, iatrofobi...

Smettere di nascondersi.

Immagine
  Appena terminato di guardare un telefilm che mi ha turbata; una non scelta, una casualità da zapping. Turbata e decisa a distrarmi con qualche sciocchezza. Ed ecco un blackout, buio e silenzio rotto solo da qualche antifurto. Fortuna che mi piacciono le candele e ne ho sempre sul tavolino. Esco sul balcone e scopro che sta piovendo: è una buona cosa, la pioggia sembra rendere più leggera ogni cosa. Nelle altre case si scorge qualche luce da torcia o da schermo del telefonino.      Ripenso alla storia di quel telefilm, cerco di capire perché ne ho trascritto quasi integralmente i dialoghi… “Prendimi come sono, chiunque io sia”, s’intitola così ma non ricordo il nome della serie; c’è Anne Hathaway, questo lo so, all’inizio è oltremisura euforica e non è dato capirne la ragione; è mattino presto e va al supermercato… a quell’ora s’incontrano poche persone.   Nelle notti d’insonnia, a volte aspetto l’apertura del supermercato seduta nel parcheggio antistante...

"Solo per un po'".

Immagine
  Mi hanno detto “per un po’ non scrivere. Esci, guarda cosa accade fuori da te, incontra gente e i loro pensieri… solo per un po’”. Così, per due o tre mesi ho segregato i quaderni in un cassetto, messo in attesa tutte le storie già iniziate e mi sono piazzata in ascolto di voci e mi seduta su panchine e ho sorriso anche quando non ne avevo voglia e ho provato a ripudiare l’isolamento e un sacco di altre cose poco significative. Poi ho avvertito quella sensazione di vuoto che, di norma, prelude al pericolo di umore tendente al tetro: una bizzarra sfumatura di nero, perché pure il nero non è un assoluto (anche se la scienza ha scoperto un nero più nero del Vantablack, che però qui non ho mai visto). Allora mi hanno detto “Sei strana, sembri assente, forse hai nuovamente bisogno di un aiuto, di uno specialista… solo per un po’”. Così sono tornata dalla specialista che mi ha trovata singolarmente noiosa, segno che è una brava perché mi venivo a noia da me. Ho riflettuto sull’...

Sull’amicizia e i suoi dolori.

Immagine
  “Il termine " amico " è da ricondurre direttamente al latino amicus che ha la stessa radice di amare, per cui significa letteralmente "colui che si ama". ” Da etimoitaliano.it Mi è più facile comprendere i meccanismi dell’amore romantico , passionale, di quelli dell’amicizia. Si somigliano; si somigliano proprio tanto: scatenano “effetti indesiderati” analoghi (gelosia, paura dell’abbandono, dolore per il tradimento o la perdita); sono similari persino nella genesi… quel colpo di fulmine o il lento innamoramento che fa capire quanto sia importante avere accanto quel particolare individuo. Non so cosa scatti nella nostra mente quando incontriamo coloro che poi diventeranno amici. Verrebbe da pensare che si tratti di un’affinità intellettuale, ma nel tempo ho imparato che non è così; i miei migliori amici hanno passioni e idee perlopiù divergenti dalle mie: possiamo allestire delle lunghe ed estenuanti risse verbali parlando di politica, religione, stili di vit...