Breve storia del corpo umano (una guida per gli occupanti) di Bill Bryson
Questo libro mi ha seguita per ogni dove. È stato nel mio zaino per tre anni, ovunque andassi lui veniva con me. Mi ha aiutata, talvolta permettendomi di arrivare non del tutto impreparata ad appuntamenti di lavoro, mi ha fatto sorridere in momenti poco piacevoli, è stato una compagnia nei tempi di code e permanenza in sale d’attesa, mi ha distratta da qualche ansia e non è poco. Forse per questi motivi ho sempre evitato di leggerne l’ultimo capitolo. O forse perché parla della morte, e per quanto l’argomento sembri non turbarmi un granché, sotto sotto si tergiversa. Ci è voluto il mal di schiena, e la conseguente necessità di alleggerire il carico quotidiano durante le uscite, per convincermi a sfrattarlo dalla sua dimora mobile. L’ho trovato macchiato dal thè del thermos a tenuta controversa, dalla mina dei lapis, dalle mie impronte digitali poco linde, e tra le pagine c’erano foglietti con appunti, briciole di tabacco e zucchero dei Pavesini; ma finalmente ho terminato la ...