A cena fuori: le fasi di elaborazione
C'è un libro che dimora nella lista dei miei preferiti e di cui rubo il titolo perché calza a pennello con l'evento (qui ci starebbero alla perfezione le virgolette, ma dopo l'apostrofo mi fanno ansia) che mi accingo a narrarvi con una fedeltà che nemmeno un cane. Si tratta del romanzo di David Foster Wallace (scrittore sublime e tragicamente tormentato), intitolato "Una cosa divertente che non farò mai più". La storia narra, in chiave umoristica, l'esperienza dell'autore durante una crociera ai Caraibi. Ovviamente, non mi sono spinta a tanto: a una crociera preferisco la gastroscopia, e sia chiaro che detesto sottopormi a questo esame diagnostico che tendo a equiparare a una tortura dell'Inquisizione spagnola. Semplicemente, dopo anni, sono uscita a cena con amici. Fase 1 - La notizia. Quando mi è stato notificato l'avviso, che consisteva in - stasera non ceniamo a casa tua, andiamo al ristorante o in pizzeria... dove vuoi...