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Il sogno ricorrente 2 - Il ritorno

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Orrore, angoscia, panico, eccetera. Non è accaduto nulla di sconvolgente, tranquilli. Ma la scorsa notte, dopo molto, moltissimo tempo è ricomparso il sogno ricorrente. Ne avevo parlato in un vecchio post che, se volete, potete rileggere  QUI . Premetto, per completezza d'informazioni, che non ho trascorso una nottata tranquilla: mangiato troppo (secondo i miei abituali parametri), fumato troppo (secondo i parametri di chiunque), agitazione perché oggi mi doveva venire un amico in casa a fare un lavoro, e i lavori (talvolta gli amici) mi mettono tensione. Insomma, sono andata a dormire alle 2 e mi sono alzata alle 4, nausea che in confronto quella di Sartre era il preludio a un ruttino, ho bevuto un mezzo litro d'acqua calda con limone, diciamo che mi sono fatta una sorta di lavanda gastrica casereccia. Passando davanti allo specchio, ho visto occhiaie che nessuno dovrebbe vedere nella propria vita. Però, verso le 7 punto 30 sono tornata a letto ed ecco che è arrivato. L'in...

Strani sogni. Non incubi, ma quasi

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E' uno sport che si pratica su un campo rettangolare, ma non è il calcio.  Ci vogliono i pattini, e anche quando il campo è scivoloso, i calciatori non indossano pattini... quindi non è il calcio.  Detto ciò è errato definire "calciatori" i giocatori. Ho sbagliato. Tuttavia c'è un pallone che dalla rimessa laterale talvolta si trasforma in una damigiana e allora un giocatore a caso (mica lo sa prima) si alza in volo e un po' stupito si aggira per circa uno o due minuti sulla testa dei compagni. Volteggiando, piroettando, librandosi nell'aria (si vola, l'ho già detto) i calciatori che non calciano, mandano il pallone/damigiana in rete.  Il punteggio si calcola con le stesse regole del calcio, ma garantisco che è un altro sport. L'ho sognato durante il riposino... e ho preso la traversa. Mal di testa. Qual è la differenza tra un sogno strano e un incubo?

Gli inganni della memoria in un bel romanzo

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" Non farti ingannare," mi diceva quando riflettevamo sul mondo disordinato che ci circondava, "non farti ingannare. C'è più vita nelle cose improbabili e ipotetiche, ricordalo." Qui abbiamo un romanzo invernale, fidatevi.  Sarebbe un grossolano errore o comunque un vero peccato leggerlo sotto l'ombrellone, al mare, intontiti dalla canicola. Mariotta la quarta Bambina di Nadia Bertolani è una lettura da plaid sulle gambe e cioccolata calda, neve fuori dalla finestra e mente vigile. Serve anche una certa capacità di distacco, perché se ci si fa tirare dentro (e quelle pagine lo fanno) s'impiega un bel po' per tirarsene fuori. Questo romanzo mi è arrivato tra le mani per gioco (in effetti, l'ho vinto) e per un po' sono rimasta a guardare la bella bimba bionda, che intima o consiglia di tacere, emergere dallo sfondo nero della copertina. Mi è parsa attraente e inquietante; ho poi scoperto quanto dettagliatamente riassumesse la st...