Spunti di riflessione
C'è poco da ridere . Vi ho avvisati con largo anticipo. Torino - Foto mia Mentre mi stavo lagnando con me stessa per la vita grama toccatami in sorte, e mugolavo come se una gamba mi fosse finita sotto al treno, mi sono guardata. No, non mi sono messa davanti a uno specchio a rimirare la mia bellezza minata dallo sguardo triste e la palpebra cadente: magari! Ho osservato i miei pensieri, ripensando ad alcuni dati che ho dovuto raccogliere in questi giorni per scrivere un serissimo e forse poco interessante articolo e, sapete che vi dico, ora mi sto mandando a fanculo da sola. Mi darei uno schiaffo come si fa (anche se non si dovrebbe) con un bimbo petulante che fa i capricci perché a sei anni vuole l'iPhone (si scrive così?) e lo ripete strillando fino a farti saltare il sistema nervoso. Ok, ho dei guai, delle questioni irrisolvibili, combatto con una povertà latente (togliamo pure il latente) e le ghiandole del collo sono gonfie da agosto... ma fanculo! ...