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Visualizzazione dei post con l'etichetta angoscia

Sogno/incubo in mutande

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  Mi sono spesso lamentata di sognare d’essere in mezzo alla strada senza mascherina e di provare l’imbarazzo tipico di quando il mondo onirico ci esibisce nudi nella pubblica piazza. Poi ho sentito di numerosi casi analoghi e forse (dico “forse” perché vorrei riconoscere alla mente ancora un po’ di pietà nei miei confronti) le celluline grigie hanno elaborato un piano più crudele per farmi svegliare sudata come un facocero. Ed eccomi a raccontarvi il mio ultimo sogno… che qua ci divertiremo anche a scriverlo (boh), ma mi ha parecchio angosciata. Diciamo che in assenza di psicoterapeuta, ve lo beccate voi. Premetto che voglio un gran bene a mio padre, ma effettivamente mi ha sempre ricordato uno scienziato pazzo, con la conseguente soggezione che tale percezione si porta dietro. Il sogno: Mio padre è in uno studiolo a baloccarsi con ampolle, matracci, becher, eccetera. L’arredamento sembra rubato da una stampa di fine Ottocento. Mi sta dicendo che è stato un mio amico a pre...

Il sogno ricorrente 2 - Il ritorno

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Orrore, angoscia, panico, eccetera. Non è accaduto nulla di sconvolgente, tranquilli. Ma la scorsa notte, dopo molto, moltissimo tempo è ricomparso il sogno ricorrente. Ne avevo parlato in un vecchio post che, se volete, potete rileggere  QUI . Premetto, per completezza d'informazioni, che non ho trascorso una nottata tranquilla: mangiato troppo (secondo i miei abituali parametri), fumato troppo (secondo i parametri di chiunque), agitazione perché oggi mi doveva venire un amico in casa a fare un lavoro, e i lavori (talvolta gli amici) mi mettono tensione. Insomma, sono andata a dormire alle 2 e mi sono alzata alle 4, nausea che in confronto quella di Sartre era il preludio a un ruttino, ho bevuto un mezzo litro d'acqua calda con limone, diciamo che mi sono fatta una sorta di lavanda gastrica casereccia. Passando davanti allo specchio, ho visto occhiaie che nessuno dovrebbe vedere nella propria vita. Però, verso le 7 punto 30 sono tornata a letto ed ecco che è arrivato. L'in...

Panico e questioni irrisolte

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       Non so se capita anche a voi, a me accade di avere periodi che, se fossi credente, definirei "benedetti dal Signore": sembra d'essere usciti dal tormento del panico, dell'agorafobia, nulla fa paura (o comunque è una paura che si riesce a gestire con una tale facilità che viene quasi l'impulso di deriderla, spernacchiarla, bullizzarla). Ci si sente potenti, sale l'impulso di acquistare un tropo e indossare una corona perché si ha il pieno controllo delle proprie emozioni, si diventa potenti e ci si spinge sempre più in là nella conquista di nuovi territori. Ottima sensazione che, a dire il vero può portare ad affrontare cose, persone, situazioni che un po' di buonsenso eviterebbero. Ma no, si supera il confine, si sperimentano le abilità di un nuovo potere. E si cade nell'equivoco che finalmente tutto sia passato, così, puff, per magia o come premio per un'indomita volontà o dedizione alla causa della guarigione. Il guaio è che, nel momento p...

10 cose da non dire al depresso

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Tempo fa ho scritto un pezzo su ciò che risulta urtante sentirsi dire durante, ma anche prima e dopo, un attacco di panico (se lo avete perso e  vi interessa, potete leggerlo cliccando su  Da non dire in caso di panico ).  Oggi vorrei affrontare, con analoga dedizione e quella puntina di acidità donatami dall'esperienza, l'arduo tema della depressione vista da chi ne sta fuori; è un lavoro duro, lo so, ma mi sacrifico volentieri per voi (ed è anche domenica, tenetene conto). E' giusto inserire un breve preambolo: in questa sede e in questo momento, per depressione intendo quello stato che ci tiene a letto con le coperte sopra la testa, per farci alzare solo per istanze improrogabili (andare in bagno, dove però evitiamo di lavarci perché è una fatica inaffrontabile), che ci toglie la fame o ci fa mangiare senza posa per riempire un vuoto incolmabile e, talvolta, sembra rendere stancante anche respirare... insomma, ci siamo capiti; parlo di quella che gli specialis...

Vita e opere dell'insonnia

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Di notte dormo un... niente (mi sto autotassando per ogni parola scurrile che dico o scrivo: spezzo una sigaretta a metà. Poi finisco per fumarmi due mozziconi, uno con filtro e l'altro senza). Mi hanno detto che sono affetta dalla sindrome del panettiere, e in effetti sotto casa ho un forno e mi piace sentire il rumore dell'impastatrice, che crea cali di tensione elettrica e mi si ammoscia la lam padina... e il profumo della pizza tra le 3 e le 4.30 AM. L'insonnia non sarebbe un problema. Anzi.  Di notte ci sono un sacco di cose da fare: il minestrone, iniziare e finire un romanzo giallo in un'unica soluzione (con lampadina incerta), annotare pensieri, abbozzare romanzi, scrivere sui muri di casa, colorare il soffitto (vedi foto), guardare un film in bianco e nero, ascoltare musica con le cuffie, uscire per una passeggiata e fissare inebetita i semafori giallo lampeggiante, farsi la ceretta ai baffetti... insomma, non ci si annoia, anche perché la natura ...

La ghiandola che gonfia l'ipocondria

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Mi sveglio con un dolorino tra collo e mandibola. Faccio finta di niente: mani in tasche inesistenti e fischietto stonando un po' per via dell'angoscia. Con la scusa di sistemare i capelli, che sono cortissimi e quindi non adatti ad alcuna manutenzione, mi guardo allo specchio inclinando la testa fino a fare scrocchiare la cervicale. Beh sì, sono un po' gonfia. Ma meglio non tastare perché se una ghiandola è infiammata bisogna lasciarla in pace. Quindi tasto. Sì, si sente una nocciolina che, da profana quale sono, secondo me ha la forma giusta per annunciare un brutto male. Ricordo che non più di una settimana fa, una persona mi ha detto che la mia tosse non è simpatica.  "Quella tosse non è simpatica", testuali parole. Certo, il tizio è un edicolante, mica un medico; ma la logica ci dice che comunque maneggia riviste scientifiche, quindi non è del tutto impreparato. Mi accendo una sigaretta, tanto ormai sono spacciata. Mentre il fumo scende ...

Celebrità e attacchi di panico

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E' consolante sapere che anche i VIP soffrono di attacchi di panico? Direi di no. Tuttavia è interessante scoprire che oggi come in passato alcune celebrità sono riuscite a fare grandi cose nonostante dei disturbi piuttosto (o molto) invalidanti. Tra le star dei giorni nostri troviamo Madonna,  Britney Spears,   Giovanni Allevi (che al panico ha dedicato una sinfonia),  Carlo Verdone e molti altri. Ma i più interessanti sono i personaggi famosi del passato. Intanto inizierei con il ricordare che Sigmund Freud - sì, sì, proprio lui, quello che ha teorizzato un mucchio di cose che ci riguardano - aveva qualche problemuccio a gestire l'ansia da prestazione: in alcune occasioni pubbliche gli è capitato di svenire "come una donna isterica" (il virgolettato contiene affermazioni dell'epoca). Se non sbaglio, fu proprio lui a ricondurre l'isteria all'esclusiva sfera femminile... potrei dire ben gli sta , ma un po' dispiace. Uno dei celeberrimi s...