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Visualizzazione dei post con l'etichetta romanzi

L'ansia digitale.

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       Ieri sono salita su un pullman di quelli che aspetti mezz'ora e poi entri in un girone dell'inferno dove se ti muovi urti qualcuno, ma tanto non c'è possibilità di muoversi (una preoccupazione in meno). Fino a non molto tempo fa mi sarei sentita male solo a immaginare una scena così. Ricordo di aver già provato una simile esperienza, seppur con meno calca, e di essere scesa alla fermata successiva con la convinzione di essere vittima di un'embolia polmonare. Certo, ho patito le urla di alcuni ragazzini, il caldo soffocante, la gomitata tra fegato e stomaco ricevuta da una signora che cercava di decidere con me, senza il mio consenso, se trascorrere la serata in un locale latino-americano o starsene a casa; tuttavia, sono scesa alla mia fermata, quella giusta, e mi sono goduta il tragitto a piedi nelle vie già buie e deserte. Ho festeggiato... senza ballare la rumba: a me basta un pacchetto di patatine e un bel film in TV. Ho pensato che ormai sto bene, benché ...

Oggi, un romanzo che mi è piaciuto molto.

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  In un mare di conchiglie vuote, seppur esteticamente gradevoli, a volte capita di trovare una perla. Mentre mi concedo una pausa leggendo un libro “grazioso”, ripenso a un romanzo ricevuto in regalo qualche mese fa e iniziato senza troppo entusiasmo (mi accade d’essere superficiale nell’approccio con autori a me sconosciuti). Mi è arrivato da un'amica che, se ben ricordo, l'ha letto dopo averlo trovato in una piccola libreria "per botta di fortuna" (così mi ha scritto). Ne rimase talmente colpita che si prodigò a rintracciarne una copia anche per me, e non le fu facile. Il testo in questione s'intitola "Il vecchio figlio" ed è scritto da Luciano Allamprese, editore Atlantide. Lessico e ritmo perfetti, trama avvincente (seppur costruita su una storia famigliare semplice, senza fronzoli né eclatanti colpi di scena), un’eleganza stilistica rara; si intuisce la profonda cultura dell'autore che, tuttavia, evita di snocciolarla con la palese presunzione ...

Oggi libri: "La mia vita" di Agatha Christie

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  Chi non vorrebbe conoscere i propri miti, la loro vita, cosa fanno o non fanno, gli intimi pensieri? Io, lo ammetto. Ci sto riflettendo mentre affronto le ultime pagine dell'autobiografia di Agatha Christie , non a caso iniziata a leggere dopo aver spuntato l'intera sua bibliografia. Diciamo pure che le biografie poco mi appassionano, ma a volte amo talmente tanto un autore (o qualsiasi altro personaggio) che è forte la tentazione di sapere cosa ha fatto nel corso della propria esistenza o cosa pensa del suo lavoro, del mondo e di tutto quanto. Tuttavia, ricordo che dopo l'autobiografia di Simenon decisi che sarebbe stato meglio non sapere per non perdere il piacere della lettura di opere interessanti (lui mi apparì fortemente indigesto, egoista e un tantino urtante), quindi smisi di leggere i suoi romanzi, seppur mi piacessero molto. Con la Christie sono semplicemente rimasta delusa, ma non è colpa sua. Ha vissuto una vita molto avventurosa, ha affrontato viaggi in solit...

Ho rubato un po’ di voi (parte 1)

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       Questa è l’era del digitale, sono gli anni del distanziamento che per me, e alcuni di voi, fanno parte di un’abitudine consolidata molto tempo prima dell’avvento delle mascherine. E questa è una premessa o una giustificazione, devo rifletterci. Da circa un mese ho terminato di scrivere il nono o decimo romanzo; al momento non riesco a ricordare con precisione, perché stamattina mi sono svegliata alle 5 con un’ansia che mi sfasa presente e passato (comunque, tre li hanno pubblicati e se questo seguirà lo stesso destino, saranno quattro… gli altri sono spiaggiati in vecchi computer). Ciò che so per certo è che stavolta non è stata come le altre: è una storia a tratti divertente, ma non mi sono divertita a scriverla (di solito ridacchio mentre scrivo, qui ero un po’ incazzata); ho impiegato un’eternità a finirla, almeno per i miei parametri (era persino lievitato a 600 pagine, poi drasticamente ridotte) perché non riuscivo a smettere; l’idea è stata partorita...

Un'estate tra i polli

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Mi sono detta "se a casa devo stare, tanto vale occupare il tempo in modo produttivo". Così ho trascorso l'estate tra polli e denti; fatto singolare che potrebbe fare riflettere, avendo del tempo da perderci: i polli non hanno denti, anche se i pulcini sono dotati di una protuberanza calcarea, una sorta di dentino che serve a rompere l'uovo e che perdono subito dopo; ma non siamo qui a fare scienza. Un'estate strana, a tratti dolorosa, di quelle che si fatica a dimenticare. Ma il romanzo che da due anni sta circolando tra quei pochi neuroni rimasti, sta giungendo al termine. Devo ammettere che mi sono scelta "consulenti" decisamente sul pezzo, veri esperti, sapienti, ma soprattutto dotati di grande pazienza e della rara capacità di sorvolare sulle mie stranezze: due veterinarie (una specializzata in allevamenti, anche di polli) e un dentista che, a ore quantomeno inopportune, mi hanno edotta su argomenti di cui ignoravo tutto e anche di più. Scrivo da ta...

L'assenza ingiustificata dell'entusiasmo

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Tra una manciata di giorni uscirà il mio nuovo romanzo. Ieri ho ricevuto le prime copie fresche di stampa. Bello, bello, bello... gioia gioia, gioia... festa... ALT! No. Niente. Solo un po' d'ansia, di quella brutta peraltro. Eddai, sii contenta, mettici un po' d'entusiasmo, cosa ti costa? Me lo ripeto mentre, seduta sul divano con le spalle spioventi del depresso, fisso la scatola contenente i volumi profumati da carta non ancora contaminata dal fumo dalle sigarette. E mi odio, eh. Attenzione, in momenti come questi mi odio con tutte le mie forze. Una gatta entra nella scatola e tenta di distruggere la fonte della mia tristezza. Mi scappa una risata, giro un brevissimo video: tre minuti di umore decente. Poi passa, non c'è da preoccuparsene. Di tutto ciò non me ne frega niente. Lo dico a voi perché so che non lo racconterete in giro. Mi spiace solo che potrebbero passare casualmente di qui l'editore, la mia agente, le persone che ha...