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Visualizzazione dei post con l'etichetta euforia

Effetti/affetti collaterali.

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     Nell'ultimo post ero invischiata in una piccola  crisi d'astinenza  e promisi di raccontare la vicenda sottostante, primevo, scatenante, disturbante, e potrei continuare all'infinito perché sono un po' tesa anche oggi.   Storia vera, croce sul cuore. Racconto lungo come la quaresima, casomai passate oltre. Il fatto è che lo Xanax è come la vita: all’inizio pare una meraviglia, ma a lungo andare fa mica bene. Brucia un po’ la memoria, lo Xanax (anche la vita, se è per questo), e allora capita che assumi due pastiglie in rapida successione chiedendoti, dopo qualche minuto, se lo hai già preso o meno… si rischia la lavanda gastrica, poi pensano che hai tirato a farla finita, invece è solo partito il fusibile dell’ippocampo. In questi casi sarebbe meglio non mettersi alla guida di veicoli pesanti, e nemmeno di una carriola. Soprattutto, sarebbe meglio mettersi a letto e smaltire la sbornia. Perché si pare ubriachi, sapete, e si fanno cose e si dicono ...

Smettere di nascondersi.

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  Appena terminato di guardare un telefilm che mi ha turbata; una non scelta, una casualità da zapping. Turbata e decisa a distrarmi con qualche sciocchezza. Ed ecco un blackout, buio e silenzio rotto solo da qualche antifurto. Fortuna che mi piacciono le candele e ne ho sempre sul tavolino. Esco sul balcone e scopro che sta piovendo: è una buona cosa, la pioggia sembra rendere più leggera ogni cosa. Nelle altre case si scorge qualche luce da torcia o da schermo del telefonino.      Ripenso alla storia di quel telefilm, cerco di capire perché ne ho trascritto quasi integralmente i dialoghi… “Prendimi come sono, chiunque io sia”, s’intitola così ma non ricordo il nome della serie; c’è Anne Hathaway, questo lo so, all’inizio è oltremisura euforica e non è dato capirne la ragione; è mattino presto e va al supermercato… a quell’ora s’incontrano poche persone.   Nelle notti d’insonnia, a volte aspetto l’apertura del supermercato seduta nel parcheggio antistante...

Attacco di panico in luogo di supermercato

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  Ed eccolo l’attacco di panico, il primo dell’anno. È pronto per la sua letio migistralis, ha da insegnarmi molte cose sulla vita e su di me. “Tesoro, dov’eri stato? Ti aspettavo”, gli dico con un sorriso che mi costa fatica perché la bocca pare paralizzata da quel terrore che ferma tutto per qualche minuto o per molti minuti, ancora non so. Lui vacilla, lo sento. Ma sappiamo che è più forte, che per quanto io abbia imparato a combatterlo non riesco ancora a sconfiggerlo. “Io devo fare la spesa. Con te o senza di te io farò la spesa. Se solo mi permettessi di muovere le gambe non dovremmo stazionare nel reparto ortofrutticolo a fissare una marea inespressiva di vegetali”. Manda scariche di adrenalina. Che sia alfabeto morse? C’è quella canzone in sottofondo e cerco di non ascoltarla, mi tapperei le orecchie se solo riuscissi a muovermi. Mi ha concesso quasi tre mesi di quiete, perché proprio ora? Voglio solo comprare le carote, gli asparagi surgelati e una pizza da mette...