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Visualizzazione dei post con l'etichetta tachicardia

Panico da autosuggestione in notte temporalesca.

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       Stavo guardando l'ennesima replica di Fringe, un episodio un po' ansiogeno, tendente all’ agghiacciante: roba di esseri mutaforma che uccidono gli umani, poi gli trafiggono il palato con un aggeggio a tre punte per rubargli l’aspetto fisico e, mentre ci sono, anche i ricordi. Nulla che non possa sopportare (ho visto tutti i 218 episodi, più i due film, di X-Files; non sono una principiante), ma avverto una puntina di paura. Però, sul divano, con la tisana e le gatte su pancia e gambe, la paura si sgonfia; resta giusto un po’ d’apprensione.  Se non fosse che è iniziato l’ormai usuale temporale. Mi piacciono i temporali, sono rilassanti e conciliano il sonno, tranne quando i tuoni fanno presumere che le saette stiano puntando al tetto sotto al quale abito. Fringe, gente che infilza i palati, temporale con pioggia tipo uragano, rombi di tuono da far tremare i vetri e io, con la pessima predisposizione alla solitudine. Va via la luce: ok, sono al buio...

E oggi si prova un cinema.

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Fobia sociale? Forse non più, però... Sala ancora vuota. Sono in sala cinema/teatro. Tutto esaurito. Ovviamente ho scelto una poltrona vicina all'uscita, il lato destro è libero: un'ottima via di fuga (a queste cose sto sempre attenta). Da molto tempo non andavo al cinema, benché mi fosse sempre piaciuto, e anche oggi mi sono decisa senza starci a pensare, altrimenti me ne sarei rimasta a casa. Mentre noto che tutta questa gente non mi da alcun fastidio, evito accuratamente di analizzare il fenomeno inusuale (meglio non sapere, meglio non indagare, perché la ricerca della verità è ansiogena).  Ma poi, dietro di me, due signore iniziano a chiacchierare. La conferenza seguita dal film non è ancora iniziata, quindi non ho modo di sfuggire alle voci che sento appartenere a donne decise, che delle questioni del mondo hanno capito tutto, e un po' si sentono frustrate dalla stupidità dilagante. Conosco quel tipo di persona e di norma non la sopporto, a meno di non trovarmi in una ...

Attacco di panico in luogo di supermercato

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  Ed eccolo l’attacco di panico, il primo dell’anno. È pronto per la sua letio migistralis, ha da insegnarmi molte cose sulla vita e su di me. “Tesoro, dov’eri stato? Ti aspettavo”, gli dico con un sorriso che mi costa fatica perché la bocca pare paralizzata da quel terrore che ferma tutto per qualche minuto o per molti minuti, ancora non so. Lui vacilla, lo sento. Ma sappiamo che è più forte, che per quanto io abbia imparato a combatterlo non riesco ancora a sconfiggerlo. “Io devo fare la spesa. Con te o senza di te io farò la spesa. Se solo mi permettessi di muovere le gambe non dovremmo stazionare nel reparto ortofrutticolo a fissare una marea inespressiva di vegetali”. Manda scariche di adrenalina. Che sia alfabeto morse? C’è quella canzone in sottofondo e cerco di non ascoltarla, mi tapperei le orecchie se solo riuscissi a muovermi. Mi ha concesso quasi tre mesi di quiete, perché proprio ora? Voglio solo comprare le carote, gli asparagi surgelati e una pizza da mette...

Era solo nascosto

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dove prima c'erano i libri Si era nascosto in un angolino buio. Se ne stava acquattuato, con i muscoli tesi, forse muoveva il posteriore come un felino pronto a saltare. Di preciso non so, perché non lo vedevo. Ne avvertivo la presenza, certo, per via di quell'istinto che fa percepire i pericoli prima che i sensi vengano allertati da un rumore, un odore, un lieve spostamento d'aria. E' un fatto che stavo allerta da tempo; non che lo aspettassi con ansia, ma l'ansia c'era. E' arrivato dopo che mi ero persuasa che ormai avrei potuto sopportare tutto, che nulla sarebbe più riuscito a piegarmi. E' entrato con la grancassa e mi ha svegliata mentre riposavo, seguito dalla banda, rumorosa oltre il limite del tollerabile, composta da nausea, tachicardia, iperventilazione, terrore d'impazzire, semiparalisi agli arti... mi pare di aver visto anche delle majorettes inette a cui cade la mazza direttamente sulla mia testa. A pensarci bene, forse ...

Panico da timidezza

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Stamattina mi è accaduta una cosa curiosa, direi buffa, se non fosse che mi ha scatenato una punta di panico.  Solo una punta, cioè quello stato borderline tra un attacco d'ansia che toglie il respiro e un'ombra di panico che spinge alla fuga ma non paralizza del tutto. Ci siamo capiti, temo. Il dato positivo è che, come spesso accade in questi frangenti, la mia reazione mi ha consentito di capire qualcosa in più di me stessa: di solito non è piacevole, ma male non fa... o comunque non uccide. Sono andata dal mio medico di base per avere la prescrizione mensile di Xanax. Al solito, mi sono sentita come una vecchietta che attende con ansia la pensione per andare finalmente a fare la spesa al supermercato. La segretaria è entrata con il mio foglietto dalla dottoressa per la firma; ne seguo sempre il percorso, casomai si perdesse per strada... e lì sembro un tossico che punta lo spacciatore fino al luogo in cui tiene la "roba". Le due signore erano nello...