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Visualizzazione dei post con l'etichetta capogiri

Battere il panico per stanchezza

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“Le risposte non vengono ogniqualvolta sono necessarie, come del resto succede spesse volte che il rimanere semplicemente ad aspettarle sia                                                                      l'unica                                                               risposta possibile"                                                                                                 J osé Saramago. ...

La camminata ondeggiante

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Oggi mi gira la testa. A dire il vero, i capogiri e a volte le vertigini, mi accompagnano da anni quasi quotidianamente. Tra le varie diagnosi raccolte qua e là dai medici, ho annotato: cervicale, effetto collaterale dei farmaci, ansia (qui, il professorone di turno mi ha rubato la parcella), labirintite, non lo so. "Non lo so" è la patologia che, a distanza d'anni, continuo ad apprezzare di più per l'onestà intellettuale e professionale.  Quindi, poco fa sono uscita con il sintomo peculiare del non lo so (prima o poi troveranno una cura, la ricerca fa passi da gigante) e mi sono esposta al mondo. Al mondo... diciamo al quartiere, che tuttavia è un microcosmo multietnico, trasversale per età e modalità intellettuale, ricco di suoni e di cose belle e brutte: un mondo a tutti gli effetti. Più che camminare, ho basculato intorno all'ansia, con l'aria dell'ubriaco che non ricorda la strada per casa o che tenta di capire se sta sognando nel suo let...

Ci mancava solo Lucifero

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Facendo un giro sui social, ho appurato che molti hanno scoperto che fa caldo e tendono a darne notizia a chi ancora non lo sapesse. Allarme spoiler: tra quattro o cinque mesi qualcuno ci farà sapere che fa freddo. Un servizio socialmente inutile, persino un po' dannoso.  Nutro sempre la convinzione che sia meglio ignorare i problemi o dribblarli con abili stratagemmi. Io non ne ho sviluppato alcuno degno di nota, ma quanto il caldo è troppo caldo, leggo romanzi ambientati in scandinavia (d'inverno); non sembra, ma le descrizioni di quei luoghi a 20 gradi sotto lo zero, regalano un po' di benessere. Un po', purtroppo, una sensazione a breve termine. Meglio di niente. Ma perché mi sono accodata anche io alla folla che sottolinea un'ovvietà? Perché, per chi soffre di attacchi di panico, il caldo intenso è come buttare benzina sul fuoco (appunto). La sensazione di stordimento, intorpidimento, rincoglionimento, oltre alla nausea, alle vaghe difficoltà r...