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La donna misteriosa

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Mi piace osservare le persone. Sono interessanti, anche quando non lo sono. A volte m'imbambolo a fissare qualcuno, il che può generare fraintendimenti più o meno imbarazzanti; ne sono consapevole a posteriori, sul momento non me ne rendo conto. Vorrei giustificarmi, desidererei dire ai malcapitati (o malcapitate) che li guardo come fossero animali allo zoo, seppur senza sentire il malessere che provoca vedere un animale chiuso in un posto dove non ha scelto di stare. Poi mi convinco che pochi capirebbero la mia buona fede e forse resterebbero urtati dall'analogia. Mi piace scovare dettagli negli occhi, nella forma delle orecchie, nelle pieghe delle labbra. Mi capita d'immaginare cosa, chi mi capita a tiro, stia pensando: da una lieve smorfia o da un movimento delle mani ricavo un film mentale, se sono in giornata buona. Nei giorni "no" mi accontento di un cortometraggio senza colonna sonora. Questo è uno dei motivi per cui i social network mi a...

Il nevrotico del villaggio globale

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Fortuna che ci sono i social network. Credo di averlo pensato per circa un mese, forse due.  Per un po' mi sono parsi un buon circuito d'allenamento contro la fobia sociale, un luogo dove intrattenere sani e costruttivi rapporti con gente equilibrata... C'è di buono che lì il mio squilibrio non mi pare più tanto allarmante. Un po' sì, un po' il mio disturbo continua a preoccuparmi, ma mai quanto prima. Un tempo (prima di facebook, twitter e compagnia bella) pensavo che, con il ritmo con cui cercavo di tornare in me, in fin dei conti mi convenisse dotarmi di telepass. Oggi ho ridimensionato la gravità del mio stato. Ho visto bacheche che paiono il manifesto dello squilibrio emotivo... nell'arco di due giorni (ma anche solo di poche ore) si passa dall'amore all'astio verso tutto e tutti. Senza sfumature, senza un minimo preavviso o un'avvisaglia di turbamento.  Ogni argomento è una miccia in attesa di innesco. E l'attesa è sempre b...