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L'ipocrisia dell'assenza di giudizio.

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  “Io non giudico mai nessuno” ... quante volte si sente! Quanta ipocrisia palesa. Nel momento in cui lo dici, mi stai giudicando… presumibilmente come una persona giudicante, quindi brutta. Ed è vero! Io giudico, giudico eccome. Giudico al primo sguardo, giudico dalla postura e dal tono della voce, dall’odore, eccetera. Se non lo facessi non potrei provare un sentimento, di qualsiasi tipo, verso la persona, l'evento, l'oggetto che ho davanti. Per qualche motivo, all’atto del giudicare si dà quasi sempre un’accezione negativa, eppure l’etimologia parla chiaro: “ dal latino judĭcare, derivazione di judex = giudice . Judex deriva dall'unione di ius + decs (dicere) cioè colui che dice, che si pronuncia sul diritto. In senso più ampio, giudicare significa valutare, stimare, esprimere un'opinione ”. E il giudice è imparziale (o almeno dovrebbe esserlo), e tutti noi partiamo da una posizione imparziale (o almeno dovremmo). Veniamo giudicati dalla nascita (sano, bell...

Sviluppare il coraggio. Le armi contro il Disturbo Ossessivo Compulsivo

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  “Come posso allontanare da me questi pensieri che mi fanno star male? Ho provato in tutti i modi a cacciarli via ma, ogni volta che ci provo, loro ritornano immediatamente perché sono dentro la mia testa. È come se avessi una voce interna che mi parla. So che sono pensieri irrazionali, che mi costringono a evitare tante situazioni e a ripetere alcuni comportamenti, ma non riesco a non averli […] So che dall’esterno tutto ciò appare insensato, ma io sento dentro di me una sorta di voce che mi spinge a lavarmi continuamente e, dopo essermi lavato, a non toccare nessun oggetto per non “sporcarmi” di nuovo. Quando finalmente vado a letto, mio padre mi deve accompagnare, rassicurandomi di non aver toccato nulla che possa avermi contaminato […].” Con la testimonianza di un paziente, si apre “ Ossessioni e compulsioni. La terapia cognitivo comportamentale in azione ” (IW Edizioni), del terapeuta Enrico Rolla, direttore dell’Istituto Watson, Centro di Psicoterapia e Scuola di Specializ...

Ho rubato qualcosa di voi (parte seconda): Gabry.

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  Chi ha letto la prima parte di questo articolo, sa di cosa parlo; chi non l’ha fatto può trovarlo QUI … e così andiamo avanti belli spediti. Non so perché mi sono tuffata nelle acque melmose e burrascose dell’infanzia. Pensavo fosse tutto più semplice, forse meno doloroso dell’immaginare la vita di un adulto. Ciò che non avevo considerato è che quando si scrive tocca entrare nei personaggi, pensare come loro piuttosto che farli pensare come te; e per quanto riconosca in me tratti infantili, non sono più una bambina da tanto, troppo, tempo. Casualmente, nei vicoli dei social, ho incontrato Francesca, una donna con cui mi sono subito sentita in sintonia ed ho scoperto che ha un figlio dell’esatta età del “mio” bambino (o almeno, aveva 11 anni quando ho iniziato a scrivere la storia). Le ho chiesto se lui avrebbe accettato di parlare un po’ con me in videochat e lei ha organizzato l’incontro. Ricordavo i tempi in cui qui veniva spesso un “piccoletto”, i pomeriggi trascorsi ins...

La paralisi emozionale

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Lisbeth con matita Questo è un periodo di grane grosse, da qualsiasi parte lo si voglia guardare. Lanciate pure un argomento a caso, e io vi do la grana a tema. Lo so che qui è sempre tutto complicato, ma ora non si scherza: gira tutto al contrario e con moto caotico, non è possibile prevedere da dove e quando arriverà il prossimo disastro.  Le preoccupazioni sono tante e ho anche la pessima abitudine di sobbarcarmi i guai altrui. Non se ne esce. Provo ad essere razionale, e mi spiego la sfilza di eventi degli ultimi mesi adducendo come causa scatenante il fatto che due o tre persone mi odiano tanto e le loro energie negative sono riuscite ad impossessarsi del mio essere, nonché dell'ambiente circostante. Non vi sto a raccontare quali teorie elaboro quando provo ad essere irrazionale. Ma giusto ieri, mentre esponevo la tesi sulle devastazioni provocate dall'odio altrui a una meravigliosa bambina di nome Firyal, lei mi ha risposto che mi ama talmente tanto da compensare. I bambi...

Una lettera aperta

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"La verità è raramente pura e mai semplice"  Oscar Wilde Oggi volevo scrivere di tutt'altro, ma da qualche tempo fatico a trattenere gli impulsi del momento; dev'essere un effetto dello stress da 2020; tuttavia, tutto sommato, non me ne lamento. Il fatto è che ho appena finito di leggere il messaggio di Angelo, un "amico" virtuale che bazzica queste pagine da quando ho aperto il blog e spesso mi scrive le sue argute impressioni e osservazioni, quindi mi è particolarmente caro. Nel suo messaggio di qualche giorno fa (purtroppo leggo la posta del blog solo di domenica, quando ho un po' più tempo per soffermarmi su quanto mi raccontate e per rispondervi evitando insignificanti monosillabi), mi scrive che con il passare del tempo ha compreso quanto io abbia completamente aperto le porte della mia vita a degli sconosciuti, ed invidia la fiducia che ripongo in chi mi legge. Ho avvertito, in prima battuta, un po' di stupore e, immediatamente dopo, l'esi...

Da soli è meglio. A volte.

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Da "L'assassino del commendatore" di Murakami AVVERTENZA: se siete tanatofobici, non proseguite nella lettura. Ci ritroveremo comunque nei prossimi giorni... se saremo ancora qui (a volte, la mia perfidia mi stupisce). Avete mai partecipato alla cerimonia di consegna delle urne cinerarie?  Io non ero nemmeno informata della sua esistenza e mi ci sono trovata da sola, con due addetti cimiteriali (o qualcosa del genere) che mi stavano a fianco come corazzieri (anche l'altezza era quella giusta). Loro, i corazzieri, sembravano stupiti e persino avviliti per via della penuria di gente in buona salute (insomma, così così) nella stanza rotonda e per la mia evidente brama di concludere tutto velocemente. Perché "confezionare" le ceneri di un defunto è un'attività che richiede lentezza meditativa e una certa quantità di packaging.  Chiariamo un concetto: ve la racconto in modalità brutale, ma sul momento c'era della sofferenza che dovevo ges...

Sopravvivere nonostante la scienza

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La faccenda è questa: fumo come una locomotiva, ma sono salutista. E' tutta una questione di equilibri che non sto a spiegarvi perché non l'ho ancora ben capita io. Aggiungo che per lavoro leggo quotidianamente un discreto numero di articoli sulle nuove frontiere raggiunte dalla ricerca scientifica. Molti di questi sono in inglese, quindi posso affermare con un minimo scarto, che li interpreto alla "pressoché"... vuol dire che a volte li elaboro mentalmente come più mi fa comodo (ad esempio, i danni da fumo non sono così inquietanti come sembrano in italiano e la pizza con i funghi è comunque la panacea per tutti i mali). La spinta salutistica mi porta a fare tesoro di tutto ciò che leggo; ho anche dei quaderni in cui mi appunto le novità più stimolanti: nomi di bacche che crescono solo in cima a monti che non si trovano sulle mappe, varietà di bevande che tocca ordinare da un monaco tibetano privo di indirizzo mail e, sospetto, anche di computer, cibi che sa...

Panico 2018? Ma anche no!

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Un foglio di carta (anche due, per qualsiasi evenienza) e una matita, meglio se con il gommino, così ci si impiega niente a cancellare eventuali colpi di testa. E si parte con i buoni propositi per l'anno nuovo. Direi di lasciare fuori diete, palestre e cose del genere: a lungo andare producono avvilimento e calo d'autostima... visto quanto è utile il gommino? Ve lo dicevo. Cancellate pure, io vi aspetto. Quest'anno dobbiamo concentrarci su faccende serie. E' ora, non c'è più tempo da perdere, è un imperativo, non si scappa. Personalmente il primo punto resta invariato da una decina d'anni e riguarda quell'inezia un po' urtante del fumo. Ho ormai compreso, seppur con rammarico, che ridurre il numero di sigarette titilla la componente masochistica ma non serve ad altro; l'occasione buona per riprendere a fumare come un comignolo si presenta sempre dopo pochi giorni, oppure me la creo da sola, complicando ad hoc parecchie sezioni della sf...

Il peso non è fortuna

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La magrezza ha la stessa dignità dell'adiposità. Tra l'altro, se i due fattori propendono verso l'eccesso, presentano rischi per la salute in egual misura. Rischi grossi, non bazzecole.  La rilevanza statistica non è legge: se la popolazione tende maggiormente all'obesità, non per questo la magrezza deve essere ricondotta a qualche fenomeno paranormale. Aggiungerò un'ultima considerazione a questa insensata premessa... L'aggiungerei volentieri, se solo non mi fosse scappata di mente; casomai la inserisco dopo, in corso d'opera, prima o poi tornerà a casa. Perché oggi vi tedio con questioni di gravità corporea? Per lo stesso motivo per cui non riesco a ricordare quell'ultima considerazione che sta rallentando di parecchio la scrittura: non lo so. Ciò che tuttavia mi pare certo è che i problemi d'ansia, nevrosi, depressione, eccetera, nella stragrande maggioranza dei casi si portano dietro grane legate al peso. C'è chi per superare...

Macachi, falene, bradipi e parecchio stress

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Mi sono fermata a pensare e ho scoperto che comunque penso anche in movimento. Pensare è un'attività lodevole e auspicabile; chi si limita in tal senso di solito ha lo sguardo vacuo e la dialettica del macaco, con tutto il rispetto per il macaco. Direi di ricordare che le femmine di un gruppo di macachi si supportano a vicenda nelle diatribe con altre femmine, e questa è una cosa bella che ha tutta la mia stima. Tuttavia, capita che si lancino tra loro gli escrementi per  futili  motivi  (più i maschi, se ricordo bene), che si potrebbero risolvere con un incontro chiarificatore al bar o in una sala riunioni di qualsiasi centro congressi. Quindi, mettendo sulla bilancia i pro e i contro, possiamo affermare che lo status di "umano" è persino preferibile a quello di "macaco". Già che ho preso la via dell'etologia, posso tranquillamente infilare nel testo che, durante i miei pensieri da ferma, mi sono accorta di agire come una falena. Animaletto...