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Visualizzazione dei post con l'etichetta stanchezza

L'outfit del depresso

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Da decenni ho una convinzione: un giorno la depressione farà tendenza. E guardate che non tocca andare molto lontano; già ora, in alcuni ambienti, lo sguardo vacuo, il volto tra l'inespressivo e l'annoiato e la postura da armadillo, vanno alla grande. Pensiamo agli pseudo-artisti che sentono l'obbligo morale di mostrarsi tormentati fin nel midollo da chissà quali strazianti esperienze e tediare il loro pubblico con piagnistei, più o meno farciti di veemente disgusto per tutto ciò che li circonda (salvo poi circondarsi costantemente da una pletora di "gente che conta", che di norma genererebbe disgusto anche all'essere meno incline alla nausea). Ma io sto parlando dei depressi d.o.c., non dei "fintoni" convinti che essere sull'orlo del suicidio possa colmane l'assenza di talento. Parlo di alcuni di noi, che perlopiù si circondano di disordine casalingo e pensieri tetri, che trascorrerebbero volentieri la vita a letto, salvo poi fati...

L'alluce mi ha detto

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Stamattina non mi sentivo benissimo, e avevo ragione. In una mattinata piovosa, buia e persino freddina (come si evince dalla foto), ho deciso di opporre resistenza a un latente senso di panico e stanchezza, recandomi in un mercato lontano da casa. Ho indossato mia casacca preferita, quella di lino che tengo per le occasioni speciali; non è così bella, ma mi piace tanto. Durante un conflitto interno pre-esposizione al mondo, mi sono seduta sul divano a fumare una sigaretta. Dovevo essere molto pensierosa o semplicemente catatonica, perché ad un certo punto ho colto di aver dimenticato la sigaretta. Indice e medio rivelavano una temperatura fuori norma; e un odore, simile a quello di plastica bruciata, mi ha messo davanti a una brutale verità: la casacca non è di lino (già il suo costo era un indizio utile, ma sono sempre convinta d'imbattermi in occasioni che solo una donna astuta e vigile come me può cogliere al volo) e ora ha un buco sotto il seno.  Senza perdermi...

Stanchezza e deficit d'attenzione

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Sono stanca. Tanto. E' una stanchezza fisica, mentale, atavica, endocrina, paranormale. Dormo poco e ho sempre sonno, avverto tutti i sintomi del deficit d'attenzione. Ma evito di lamentarmene per non darvi pensiero. Avverto costantemente un senso di fretta abbastanza ingiustificata. E' che  in realtà faccio tre lavori. Quattro, se consideriamo giustamente lavoro inseguire chi mi deve pagare un lavoro terminato a giugno; la stanchezza fiacca la capacità di trovare sinonimi, ad esempio alla parola "lavoro". Nessuno di questi mi permette di mettere insieme uno stipendio foriero di vita decorosa. Ma non me ne lamento, se non con la cassiera del supermercato, quando le tocca stornare una confezione di formaggio francese infilato nella cesta con un'entusiasmo ignorante (l'entusiasmo tende sempre all'inconsapevolezza; lui se ne frega del portafoglio). Ho poco tempo, peraltro spezzettato qua e là, da dedicare a ciò che mi piace fare. Tem...