A Dublino da ferma. Il viaggio dell'agorafobica
Foto di Seanegriffin Da anni mi trastullo in un sogno: andare a Dublino con la mia vecchia auto; sarebbe il suo ultimo viaggio prima della rottamazione, una specie di regalo che le farei con piacere. Un viaggio in solitaria, senza distrazioni (non ho l'autoradio, il navigatore satellitare - però posseggo una bussola -, l'airbag, lo smartphone con collegamento a internet, i freni). Ieri sera, collegandomi al wi fi di casa, ho azionato il navigatore del tabet; ci ha impiegato un po' a localizzarmi ma lo capisco: spesso anche io fatico a ritrovare me stessa. Per una ventina di minuti, una signora dalla voce gentile ma ferma, mi ha invitato a svoltare a destra. Ho provato ad aggirarmi per casa nell'intento di sviarla, di farle credere che avevo girato l'angolo da tempo. Niente. Dimenticavo di dire che qui sul divano, a fianco a me che viaggiavo in solitaria, c'era Lidia, la mia mamma non genetica, che si prodigava a trovare soluzioni abbastanza inco...