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Il decalogo del Sonnologo.

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  D a 7 a 5, poi a scalare fino a due o tre ore al giorno di sonno; mi è capitato di trascorrere 48 ore consecutive di veglia, posto che lo stato catatonico possa essere definito “veglia”. Tutto questo per un paio d’anni.   Ho provato l’autoipnosi, lunghe passeggiate notturne, rimedi erboristici dal sapore gradevole quanto masticare guano di piccione, suoni della natura provenienti dal comodino, visione notturna di partite di golf e altre strategie più o meno (o per nulla) approvate dal mondo medico e dal buonsenso comune.    Niente! Certo, quando mi era concesso dormire di giorno andava a meraviglia, ma la quotidianità è satura di regole comportamentali aggirabili esclusivamente da chi se lo può permettere, e io non posso. Sull’insonnia ho già scritto varie volte ( QUI potete leggere un pezzo in cui, circa un anno fa, promettevo di ricominciare a dormire), ad un certo punto mi ero persuasa ad accettare questo problemuccio, fino a quando l’organismo ha iniziato a sc...

Fuga dal virtuale

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  Un’illuminazione. Anche io ho avuto la mia modesta, seppur potente, illuminazione. Stavo seguendo due videoconferenze e, pur essendo ormai discretamente abile nella pratica del multitasking (tipo vestirmi mentre fumo o fare un’intervista mentre sono impegnata a scegliere la verdura al mercato), non sono riuscita a cogliere alcunché di entrambe. Mi sono accorta d’essere distratta da un pensiero molesto, una sorta di film mentale che mi proponeva fotogrammi assai demoralizzanti di ciò che sta diventando la mia vita. E tra un'immagine e l'altra, fantasticavo... Oh, se l'ho fatto! Ormai, da tempo, lavoro anche nei fine settimana; nel tempo libero scrivo, e quando mi guardo un filmetto (con copertina sulle ginocchia e tisana, come si confà a una signora della mia età) tengo accanto il telefonino. Telefonino che non mi abbandona nemmeno la notte, benché sia refrattaria a tenere dispositivi elettronici dove dormo. Sta accanto al piatto mentre mangio e in tasca dell’accap...