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Visualizzazione dei post con l'etichetta tabagismo

E oggi si prova un cinema.

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Fobia sociale? Forse non più, però... Sala ancora vuota. Sono in sala cinema/teatro. Tutto esaurito. Ovviamente ho scelto una poltrona vicina all'uscita, il lato destro è libero: un'ottima via di fuga (a queste cose sto sempre attenta). Da molto tempo non andavo al cinema, benché mi fosse sempre piaciuto, e anche oggi mi sono decisa senza starci a pensare, altrimenti me ne sarei rimasta a casa. Mentre noto che tutta questa gente non mi da alcun fastidio, evito accuratamente di analizzare il fenomeno inusuale (meglio non sapere, meglio non indagare, perché la ricerca della verità è ansiogena).  Ma poi, dietro di me, due signore iniziano a chiacchierare. La conferenza seguita dal film non è ancora iniziata, quindi non ho modo di sfuggire alle voci che sento appartenere a donne decise, che delle questioni del mondo hanno capito tutto, e un po' si sentono frustrate dalla stupidità dilagante. Conosco quel tipo di persona e di norma non la sopporto, a meno di non trovarmi in una ...

La solitudine del fumatore

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 Si puzza: è un fatto inconfutabile. Anche dopo la doccia, l'odore non se ne va... perché è gradevolissimo fumare in accappatoio (o nudi, dipende dalle abitudini individuali post abluzioni). Puzza anche la casa: tende, tessuti di ogni genere e foggia, pareti, vetri, libri; i libri sono il mio cruccio, a causa di quella patina giallognola che a lungo andare supera la barriera della copertina per invadere le pagine. Tuttavia, c'è un dato a mio parere significativo: questa è casa mia! Rispetto la salute degli altri, ho velleità salutistiche persino io (tipo una dieta prevalentemente a base di verdure, carboidrati e latticini disapprovata anche dalla comunità scientifica), cerco di non fumare in presenza di chi non ha questo vizio, ma essendo appunto un vizio, non posso resistere troppo a lungo senza sbroccare. Posso spostarmi in un'altra stanza, accontentarmi dell'angolo della vasca da bagno, non c'è bisogno di buttarmi fuori. E' casa mia! Non obbligo nessuno a fre...

Malamore nell'aria notturna

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      Ero a un passo dall'addormentarmi con un romanzo sul naso. Capita spesso e mi offre una spiegazione soddisfacente al senso di soffocamento che a volte mi sveglia.  Meglio dare la colpa a libro piuttosto che assumersi la responsabilità di un tabagismo che tento d'ignorare.  Ma non siamo qui per parlare di rantoli notturni. Aggiungo solo che, nonostante la premessa, il romanzo in questione è avvincente.      Mentre il capitolo 5 si stava adagiando sul setto nasale, sono stata scossa da voci femminili (una giovanissima, l'altra matura) provenienti da un non identificabile, almeno per me, appartamento del palazzone che mi sta davanti. Ho guardato l'ora: circa le due. E che cazzo, ho detto; se ben ricordo ci ho aggiunto anche un punto esclativo, ma non potrei giurarlo. Sono uscita sul balcone, scalza, vestita di una maxi t-shirt con ombrelli, Big Ben e la scritta rain in London (grazie Pat, regalo assai apprezzato)...