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Visualizzazione dei post con l'etichetta sonno

Il decalogo del Sonnologo.

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  D a 7 a 5, poi a scalare fino a due o tre ore al giorno di sonno; mi è capitato di trascorrere 48 ore consecutive di veglia, posto che lo stato catatonico possa essere definito “veglia”. Tutto questo per un paio d’anni.   Ho provato l’autoipnosi, lunghe passeggiate notturne, rimedi erboristici dal sapore gradevole quanto masticare guano di piccione, suoni della natura provenienti dal comodino, visione notturna di partite di golf e altre strategie più o meno (o per nulla) approvate dal mondo medico e dal buonsenso comune.    Niente! Certo, quando mi era concesso dormire di giorno andava a meraviglia, ma la quotidianità è satura di regole comportamentali aggirabili esclusivamente da chi se lo può permettere, e io non posso. Sull’insonnia ho già scritto varie volte ( QUI potete leggere un pezzo in cui, circa un anno fa, promettevo di ricominciare a dormire), ad un certo punto mi ero persuasa ad accettare questo problemuccio, fino a quando l’organismo ha iniziato a sc...

Il diario dell'Insonnia: da lunedì inizierò a dormire.

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  Ci si può anche scherzare, ma l’insonnia è roba seria . Se all’inizio, nel breve periodo, provoca problemucci da poco come umore tendente al pessimo, irritabilità, memoria vacillante, addormentarsi sul volante al semaforo, tentennamenti snervanti in fase decisionale e la capacità di concentrarsi pari a quella di uno scoiattolo fattone, altro discorso è quello della privazione del sonno a lungo termine. Ed è qui che ho iniziato a preoccuparmi… beh, un po’ anche prima, ma m’impensierisco facilmente. Parlando con un medico, stupito che fossi ancora viva e apparentemente vegeta, dopo almeno un paio d’anni (quasi tre) di dormite solo diurne di circa due ore al dì (tranne durante un weekend lungo in luogo di mare, dove ho dormito come un sasso quasi ininterrottamente), ho scoperto che si rischiano problemi davanti ai quali non si può fare spallucce: diabete, ipertensione da far tremare lo sfigmomanometro, infarto e ictus; oltre a un invecchiamento precoce del sistema nervoso e il...

Il non sonno dell'inquieta.

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  Foto di Giulia Della Croce      Quando finalmente arriva quella stanchezza che promette un buon sonno (ed è cosa rara), inizia il susseguirsi di distrazioni. “Non ho messo in carica il telefono”, così tocca alzarsi e testare i vari cavi appesi a una presa che prima o poi tracollerà; l’ultimo è quello giusto. Torno a letto. “Com’è che non ha fatto il solito bi-bop? Mi sa che non ho infilato bene lo spinotto”, mi alzo a controllare; sta caricando. Bene! Testa sul cuscino. Ho sete. “Perché ho lasciato l’acqua in cucina?”. Mi alzo, apro il frigo, mangio un quadretto di cioccolato e, dopo un tentennamento piacevole per via del fresco che giunge dallo sportello aperto, apro un succo d’aloe; ci hanno aggiunto lo zucchero ma è rinfrescante. Torno a letto . “Dovrei lavarmi i denti, ma ho sonno… troppo dolce quell’aloe, ora ho di nuovo sete e non ho portato l’acqua... ma che testa di...!”.  Mi alzo, prendo la bottiglia, ritorno. Mi piace bere da sdraiata....

Stanchezza e deficit d'attenzione

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Sono stanca. Tanto. E' una stanchezza fisica, mentale, atavica, endocrina, paranormale. Dormo poco e ho sempre sonno, avverto tutti i sintomi del deficit d'attenzione. Ma evito di lamentarmene per non darvi pensiero. Avverto costantemente un senso di fretta abbastanza ingiustificata. E' che  in realtà faccio tre lavori. Quattro, se consideriamo giustamente lavoro inseguire chi mi deve pagare un lavoro terminato a giugno; la stanchezza fiacca la capacità di trovare sinonimi, ad esempio alla parola "lavoro". Nessuno di questi mi permette di mettere insieme uno stipendio foriero di vita decorosa. Ma non me ne lamento, se non con la cassiera del supermercato, quando le tocca stornare una confezione di formaggio francese infilato nella cesta con un'entusiasmo ignorante (l'entusiasmo tende sempre all'inconsapevolezza; lui se ne frega del portafoglio). Ho poco tempo, peraltro spezzettato qua e là, da dedicare a ciò che mi piace fare. Tem...