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Qual è una vita normale?

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Foto di Xusenru Piano piano si ritorna a una vita normale. Lo sento ripetere con effetto eco, e quando me lo dicono, se è una giornata buona, esibisco entusiasmo. Un entusiasmo falso, ma a volte le bugie sono necessarie perché fanno del bene. Però, ogni volta, mi chiedo cos'è, qual è una vita normale. Poi, per amor di paranoia, parte la piramide di domande collegate: chi è normale? Chi ha fissato i parametri della normalità? E costui, chiunque fosse, era normale? La normalità è un concetto che mi turba da sempre; mi perseguita fin dall'infanzia, quando sentivo frasi tipo "questa bambina non è tanto normale". Ecco, anche qui, la normalità ha sfumature o è un assoluto? Se esiste una formula, uno schema, un accidente di regola che determina cosa è normale e cosa non lo è, come si può essere tanto o poco normali? Cercando sul vocabolario Treccani il significato della parola "normalità", ed escludendo le accezioni geometriche e giuridiche, la d...

Normale? A volte pare di sì

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Come chiunque (credo) tenda a coltivare paranoie sulla propria salute mentale, spesso mi ritrovo a chiedermi cosa sia normale e cosa no. Mi pare d'essere sempre sulla linea del no, almeno osservando gli altri. A volte, però, mi ritrovo in situazioni che mi tranquillizzano. Ora ve ne racconto una. La storia è questa. Sono nel negozio del kashmiro, che ormai è diventato il mio figliolo adottivo all'insaputa delle autorità. Ve ne ho già parlato, ma più di un anno fa; casomai vi tornasse utile rinfrescarvi la memoria cliccate  QUI Sono alle prese con la compilazione online di un documento per stranieri che se fosse scritto in sumero antico risulterebbe più comprensibile. C'è anche l'amico del kashmiro, ossia un romeno che ha sempre l'aria di divertirsi un mondo, e forse lo fa. Mentre sacramento contro le complicanze da documentazione ostica, parliamo di cucina. Ognuno elogia piatti tipici che gli altri non conoscono; insomma, la classica Babele,...