Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta aspettare

L'anno del treno che non poteva arrivare.

Immagine
  Sto pensando all’anno che sta terminando. Sto pensando che è stato un anno talmente strano e complicato, pervaso da fatti più emozionali che materiali, da non riuscire a narrarlo. Sul serio, non saprei da che parte iniziare. Tuttavia, potrei riassumerlo attraverso un ricordo, disgiunto dai fatti ma equivalente nelle sensazioni. E allora parto con la narrazione (lunga, temo; nel caso vi fermate qui, vi faccio gli auguri per un buon 2023, e siamo a posto per un anno intero). L’episodio a cui mi riferisco risale a un bel po’ di anni fa. Immaginate una Londra ancora libera, anche se non per molto, da grattacieli a specchio o vagamente fallici… ci siamo? Bene! Un mattino mi recai in un quartiere talmente periferico che forse avevo varcato qualche invisibile confine, pur continuando a pagare con le sterline. Non c’era nulla da vedere: palazzoni, strade a tratti sprovviste di targhe che ne indicassero il nome, pochi negozi e molti venditori di strada (di quelli che espongono la ...

Elogio del tè

Immagine
  Il tè non si beve come il caffè. Seduta al tavolino di un bar, attendo che la bustina si fidi dell'acqua per lasciarsi andare. Annuso, a tratti guardo dentro la teiera per stimare il tempo d'attesa. Poi ne verso un po' nella tazza, che accarezzò e tengo tra le mani per scaldarle e scaldarmi. Osservo il fumo che si alza dalla tazza e continuo ad annusare. Intanto, tra i fruitori del caffè si consumano piccole battaglie dialettiche e la tazzina è vuota in meno di un minuto. Il caffè è parlato, il te è silenzioso. Non lo bevo, lo sorseggio. Troppo caldo, attendo e ascolto altre conversazioni, a volte annoto qualche frase (non si sa mai, metto da parte per il futuro). Quando la temperatura è quella giusta ascolto solo la voce dentro. Magari giudico la qualità: difficile trovare un buon tè in un bar, ma non ha molta importanza. Svuoto la teiera e nel frattempo sono passati in tanti, ognuno con un suo pensiero da bancone. Il tè non lo si può bere al bancone. Qualcuno gusta lo z...

Vita ingarbugliata

Immagine
  Mi sento adeguatamente infelice, ma non ne farei un problema personale. E' che la vita raramente risponde alle mie domande con un sì. Spesso non sono nemmeno dei no, ed è questo che mi turba. Il "le faremo sapere" è sempre ansiogeno, non si sa cosa aspettarsi e ovviamente si teme il peggio. Non che io sia pessimista. Non scherzo, in linea di massima mi mantengo sempre neutra, se penso negativo è per scaramanzia e per non crearmi aspettative inutili. Ma il fatto resta che aspetto. E allora, mentre sono seduta sulla panchina accanto a un binario, che non mi è dato sapere se sia morto o meno (oddio, non vedere altri viaggiatori in attesa dovrebbe essere un indizio rivelatore, ma non si sa mai), mi capita di riflettere. Su cosa? Principalmente su che diavolo sto aspettando. Perché, in realtà mica ho le idee chiare; mi conosco, non benissimo ma abbastanza da comprendere che dentro c'è una grande confusione, che in passato ho voluto e ottenuto "beni" che poi non...