fuori dalla memories avenue
Oggi pensavo che è folle analizzare ogni comportamento e ogni pensiero. Poi ho iniziato a notare che stavo analizzando il mio analizzare. Ne sono uscita per un pelo. L'autoanalisi, l'analisi in generale, è cosa buona e giusta, ma se il lavoro parte da basi errate si finisce con la catastrofe dell'umore. C'è poco da fare, l'ansia patologica è una cattivissima consigliera; mette in fila tutti i pensieri come fossero tessere del domino. Poi s'inciampa in un ricordo molesto e parte l'effetto go-down. Qualche giorno fa teorizzavo che da qualche tempo sono men depressa, o almeno non con effetti psico-fisici così evidenti, perché non ho tempo. L'ho sparata così, una battuta per tacitare domande insistenti. Oggi, che ho un po' meno da fare, mi ritrovo a rifletterci e intravedo quantomeno una mezza verità. L'impegno a lottare per piccole e grandi grane quotidiane, certamente non rende più sereni (anzi), ma allontana la sequenza devastante...