Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta concentrazione

Piccola digressione anatomica.

Immagine
      Prima di andare a dormire do un’occhiata alle notizie dell’ultima ora. Per addormentarmi mi ripeto l’alfabeto, anche al contrario (e lì, di solito, mi abbiocco in uno stato di totale confusione mentale), abbinando a ogni lettera il nome di una malattia. Appena sveglia ritorno ai lanci d’agenzia ma con più impegno rispetto alla sera, cioè non mi limito a guardare le figure.  Durante la giornata leggo studi, ricerche, test randomizzati a doppio cieco carpiato su varie patologie.  Fatico a concentrarmi e sto iniziando a sospettare che non si tratti di un disordine neuropsichico: è che non voglio concentrami, la mente divaga per sfuggire alla naturale ansia a cui conducono queste attività.        Tuttavia, a volte, stare dietro a questioni mediche risveglia la mia attenzione (che, appunto, di solito dorme o va a farsi un giro per ammirare panorami più ameni). Ammetto che sono bei momenti, perché per un’ipocondriaca, iatrofobi...

Momenti di non trascurabile serenità (rovinati).

Immagine
Sono comodamente stravaccata sul divano, sto lavorando all'uncinetto, una gatta dorme coperta dal bordo del mio maglione, l'altra è sotto plaid qui accanto, dal tavolino giunge il profumo del tè che attende di arrivare al giusto punto d'infusione, ci sono anche la mia tazza preferita e un film molto rilassante.  Questa sarebbe la mia idea di paradiso (se me l'avessero detto a vent'anni, non ci avrei creduto; fortuna che s'invecchia, a un certo punto). Se non fosse che... la mente prende a girovagare per i fatti suoi, fino ad entrare nello sgabuzzino che quando lo apri ti cade tutto addosso; e infatti amerei tenerlo sempre chiuso o, in alternativa, appiccargli un incendio molto doloso (ho scritto dolore, vedete che diavoleria sono i lapsus?). Da uno stato di serenità che rasenta il Nirvana, passo in un amen all'ansia di tipo depressivo (non che le altre ansie siano allegre, comunque). Le gatte sono giovani, sane e dormono beate, ma un giorno inve...

L'incontro di lavoro

Immagine
A volte uscire è un obbligo di quelli che pesano ma sono sostenibili. Altre, iniziano a darmi ansia e qualche sintomo di un'influenza virale che purtroppo non ho, appena mi fissano l'appuntamento. Non c'è Xanax che tenga. Paura! La seconda categoria annovera gli incontri di lavoro, perché so che lì devo risultare pronta, attenta, mediamente brillante e soprattutto per nulla impanicosa. In questi momenti mi pento di non essere ricca, di non vivere di rendita... residente in un eremo, persino viva o sposata.  Oggi mi tocca. Non si scappa. L'unico dato positivo è che sono stata "convocata" con breve preavviso, quindi non ho materiale consistente per dare di stomaco. Tuttavia non riesco a stare ferma, ma ci sto per paura di tracollare. O meglio, sto seduta con le gambette da struzzo che ballano il tip tap.  In mio aiuto accorrono pensieri positivi, quali: non mi possono licenziare perché non sono assunta; la persona che devo incontrare la ...