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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

E allora, Corea.

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  Avvertenza: post lunghissimo, non ne vale la pena (fidatevi!). Causa una serie eterogenea di malanni, oltre a petulanti guai in sede scheletro assile, accompagnati da penuria di romanzi degni di lettura, ho acconsentito a fare entrare un apparecchio televisivo in camera da letto. Una vita parecchio orizzontale a cui, recentemente, ho iniziato a opporre una fiera resistenza: schiena dritta (si fa per dire) e camminate brevi ma intense (brevi, più che altro). Ora ho rispedito l’aggeggio, latore di onde elettromagnetiche e vaccate nazional-popolari, fuori dalla mia personale quiet zone (dove non entrano nemmeno le sigarette, per dire), ma nel frattempo ho visto cose... Matrimoni gipsy innegabilmente più sobri di quelli celebrati in un castello italiano infestato da ignoranza elevata a vanto (a mio parere, pianificata a tavolino; almeno lo spero), una pletora di competizioni su qualsiasi abilità o incompetenza (l’importante è vincere, ormai è un mantra), gente bendata che si ...