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Giorno 19. Meditando la fuga.

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     Non ditemi nulla in merito a formattazione e refusi sparsi come letame in primavera perché scrivo da un minuscolo Smartphone (si è messo la S maiuscola da solo, il millantatore) che ha nulla di smart e persino poco del phone. Sono al giorno 19 di ospedale e la mia serenità ispirata agli insegnamenti del Buddha ha lentamente, ma con progressione costante e irreversibile, ceduto alle lusinghe del Marte, dio delle risposte emotive bellicose. L'ansia si alterna a una punta di depressione che, fortunatamente, concede tregua grazie a una incazzatura che, a lungo andare, farà anche salire la pressione arteriosa ma aiuta parecchio la mente a non mollare. C'è di buono... Mi hanno insegnato a scovare sempre qualcosa di buono anche nelle situazioni più orripilanti... Dicevo, c'è di buono che mi capita spesso di vedere alba e tramonto nella stessa giornata; cosa che non accadeva da almeno un eone perché in uno dei due momenti mi trovavo sempre in stato comatoso nel l...

Arriva il peggio e...

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Ognuno di noi ha nella propria testolina paranoica un preciso scenario che prega costantemente di non dover mai vivere. Personalmente ho sempre avuto timore della malattia (grave, ovviamente) di una persona cara, di dovermene prendere cura e di non esserne in grado per motivi che vanno dalla A di assente mentalmente alla Z di zampogna in luogo del cervello. Inoltre, se mi foste stati attenti invece di distrarvi dietro le prime farfalline (che sono tarme del cibo,  sappiatelo; fa ancora troppo freddo per i lepidotteri affascinanti), ricordereste che la madre di tutte le mie fobie è costituita dagli ospedali.  Mi è sempre bastato passarci accanto per paralizzarmi; e poi muovermi solo per il terrore d'essere ricoverata senza poter porre una degna (e discretamente violenta) resistenza.  Ho sempre giurato a me stessa che sarei perita dignitosamente (o anche in modo indecoroso, fa lo stesso) tra le mura di casa mia,  che poi è l'unico luogo a parermi soppo...

Terapia offresi

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Se non fosse che in questo periodo ho delle grane grosse e anche parecchio tristi, la breve storia che mi preparo a narrarvi mi divertirebbe un sacco. Ieri, o due giorni fa, di preciso non so (come dicevo sto trotterellando dietro grane grosse e tristi) è uscito un articolo che parla di questo blog (se v'interessa lo trovate QUI ). Ho saputo che usciva quando già era uscito (prima della fine del paragrafo vorrei "uscire" ancora almeno una volta, poi prendo una tachipirina), ma ero irreperibile per via delle solite grane su cui non tornerò più... ho la febbre alta, se deliro più del solito ho la giustificazione pronta. Ne uscirò. Tachipirina. Ringrazio Noria Nalli, la giornalista autrice del pezzo. Lei ha fatto un eccellente lavoro pur non riuscendo a raggiungermi; e credo proprio che non immaginerebbe cosa ha scatenato il suo articolo... su un quotidiano prestigioso... un articolo che parla di me che vanto un catalogo di fobie che, non lo escludo, presto potrebbe ...

Alla faccia della fobia sociale!

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Il cielo antistress So di non aggiornarvi da tempo circa i miei progressi nelle uscite da casa.  Non pensiate che voglio tenermi tutto per me e festeggiare da sola, mangiandomi l'intera torta e tracannando a canna una bottiglia di Dom Perignon: sono esposta (per via famigliare) al diabete, sono astemia e non sono egoista... il tutto con moderazione. Il fatto è che, negli ultimi tempi, i miei successi si alternano a imbarazzanti fallimenti. Ad un rapido calcolo, mi trovo sul meridiano di Greenwich dell'equilibrio mentale. Vedete quindi che rischierei di darvi false speranze e farvi perdere un sacco di tempo. Però domenica mattina ho affrontato con coraggio e determinazione una capatina in un ipermercato... avete idea? Cioè, riuscite a immaginare lo sforzo titanico e la dedizione alla causa?  Oddio, in venti minuti sono entrata, ho fatto la spesa e sono uscita, ma in quei venti minuti mi è passata tutta la vita davanti (esattamente come è accaduto con due perso...

Lavoro a domicilio: vince il sesso

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Ho già scritto a più riprese sulla ricerca di lavoro a domicilio, che purtroppo costituisce l'unica speranza di guadagno di un agorafobico che si rispetti. Un mondo che, a mio parere, si può affrontare in due modi: con umorismo o con estremo sconforto; il più delle volte le emozioni si sovrappongono e si ride per non piangere. Dopo avervi fornito un  quadro generale  ed essermi sottoposta personalmente ad alcuni illuminanti quanto surreali colloqui (vi ricordo, tanto per citarne uno, il lavoro di spaccio di volantini che trovate  QUI ; altre esperienze le trovate in giro per il blog), oggi vi narro nuove avventure. Nella top ten della classifica delle offerte, continuiamo a trovare i servizi di cartomanzia, astrologia, numeri del lotto e affini; tutta roba che non presuppone capacità paranormali, se non quelle relative alla sopportazione davanti a narrazioni ripetitive e immensamente ottuse. Lavoro che richiede una straordinaria capacità narrativa, una titan...

Momenti di non trascurabile serenità (rovinati).

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Sono comodamente stravaccata sul divano, sto lavorando all'uncinetto, una gatta dorme coperta dal bordo del mio maglione, l'altra è sotto plaid qui accanto, dal tavolino giunge il profumo del tè che attende di arrivare al giusto punto d'infusione, ci sono anche la mia tazza preferita e un film molto rilassante.  Questa sarebbe la mia idea di paradiso (se me l'avessero detto a vent'anni, non ci avrei creduto; fortuna che s'invecchia, a un certo punto). Se non fosse che... la mente prende a girovagare per i fatti suoi, fino ad entrare nello sgabuzzino che quando lo apri ti cade tutto addosso; e infatti amerei tenerlo sempre chiuso o, in alternativa, appiccargli un incendio molto doloso (ho scritto dolore, vedete che diavoleria sono i lapsus?). Da uno stato di serenità che rasenta il Nirvana, passo in un amen all'ansia di tipo depressivo (non che le altre ansie siano allegre, comunque). Le gatte sono giovani, sane e dormono beate, ma un giorno inve...

E non si parte

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Ho lavorato con impegno a tutti i tipi di influenza virale conosciuti dalla scienza. Praticamente ho trascorso il mese di dicembre spiattellata come una piadina romagnola. Oggi ho compreso che non potevo più rimandare una serie di commissioni procrastinate troppo a lungo; tipo andare a fare scorte in farmacia e tabaccheria, che poi sono i luoghi di maggiore frequentazione. Mentre c'ero, mi sono detta, toccava anche andare un po' più lontana per recuperare materiale di lavoro... perché non si vive di solo Xanax e sigarette (comunque per acquistarli servono soldi, è una dura e orribile verità). Mi vesto come Messner in partenza per l'Everest. Dopo due minuti scarsi sono un bagno di sudore, modo eccellente per declinare l'influenza in polmonite... e per fare salire il panico (non so voi, ma a me il caldo agevola l'ansia).  Arrivo alla mia auto traballando come un pinguino in stato di ebrezza: dopo tanti giorni in casa, l'agorafobia si fa stile di vita. O...