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50.000

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  Alice ha superato le 50mila visualizzazioni. Ammetto che avrei voluto essere qui, con l'occhio puntato sul contatore per assistere al momento in cui scattava la cifra tonda, ma come sempre sono stata fuori sincrono: è la storia della mia vita. Ora mi sto chiedendo se ho altro da raccontarvi o se ormai ho già scritto tutto su queste pagine. Non so, ci dovrò riflettere. Nel frattempo... 50.000 grazie a tutti voi che avete letto (o che semplicemente ci siete capitati casualmente, magari cercando altro) questo blog. E a chi mi ha sempre seguita, fin dall'inizio, sto mandando una strizzatina d'occhio. GRAZIE!

Cosa gli altri pensano di noi

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  ​   Quando si soffre di "sfasamenti" della sfera psichica, le persone che ci circondano tendono a ricondurre le azioni che compiamo ai nostri disturbi. La scorsa estate mi sono divertita con questa foto, chiedendo a vari conoscenti quale fosse il motivo della posa immortalata in questo scatto. Il soggetto : 1. Sta attendendo che arrivi il conducente e avvii l'auto ( Depressione , comportamento suicidario; maldestro, ma non è detto che non funzioni). 2. Ha visto avvicinarsi qualcuno che conosce ed, essendo struccata e spettinata, nasconde il volto nel primo buco che trova ( Bassa autostima o, in alternativa, fobia sociale ). 3. Non sopporta d'essere fotografata e ha intercettato qualcuno che la punta col telefonino (paura di perdere il controllo della propria immagine; esiste la fobia d'essere fotografati , non invento nulla). 4. Sta cercando di tacconare un buco nell'impianto di alimentazione e non ha sottomano un sollevatore auto, detto anche "ponte...

Over 50: l’abbattimento del pudore? (un raccontino)

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  Sono seduti lì sul divano, un uomo e una donna amici fin dai tempi del liceo.  Lui uscito da una separazione difficile (raro siano facili), lei uscita di testa (che è più facile). Lui, davanti a una tazza di tè che sorseggia con il contegno da vecchia dama inglese – pur non riuscendo a infilare il dito nel manico di quell’oggettino in fine porcellana - si sfoga raccontando le ultime novità sulla sua vita amorosa. - Ma cosa vi è preso a voi donne? – Le chiede. - Non so, sono fuori dal giro. – Risponde lei. Racconta di una serie di loro coetanee che, con uno slancio sproporzionato all’età e a qualsiasi canone di estetica interiore, gli si sono proposte mettendolo in serio imbarazzo. Sulla narrazione di una signora di 53 anni, la cui veemenza amatoria lo ha bloccato nel corpo e nello spirito, che in seconda battuta ha portato anche la sorella vicina ai 60 per provare una cosa a tre (tanto per vedere se casomai, in una situazione meno intima e più affollata, si riattivav...

Rimedi antipanico in giornata grigia

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  Sala d'attesa del medico di base. Non faccio in tempo ad entrare che già sento una voce maschile che parla, con tono imperioso e dotte argomentazioni, del vaccino  (con tanto di dati statistici aggiornati a 5 minuti prima) . Mi calo a peso morto su una sedia, ascolto, annuisco, poi smonto due o tre certezze che ormai si erano insinuate nel pubblico. Sia chiaro, le argomentazioni del signore erano corrette e le appoggiavo in pieno, ma a volte mi piace rompere i coglioni; sono fatta così: ho le giornate in cui mi chiudo nel mutismo anche se interrogata e quelle in cui non sto zitta nemmeno se mi pagano. Uno ad uno entrano tutti e, ovviamente, restiamo il tizio tanto informato sui fatti e io, che non sono informata nemmeno sui fatti miei. Ma troviamo una sorta di assetto, quella che pareva una lite diventa una piacevole chiacchierata tra persone adulte e ragionevoli. Ci facciamo anche gli auguri di buon Natale, perché dopo un po' d'intenso ragionamento si perdono anche le co...

Solo per una notte

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  Abbiamo circa 400 conflitti sparsi qua e là, e non parlo di turbamenti interiori... no, no, qua si spara proprio, e fuori peraltro, sulla gente (persino sui bambini, da non crederci); siamo ancora invischiati in una pandemia che magari non “ce copa tuti” (sentito da un’infermiera, mi è piaciuto tanto), ma ci sta portando sull'orlo della psicosi collettiva (c'è gente rimasta senza lavoro, vorrei dedicare un minuto di riflessione... magari anche da parte dei sindacati che sarebbero lì per quello); gli elefanti stanno impazzendo e anche noi diamo segni di un discreto squilibrio, ma è pure vero che respiriamo gas di scarico con una punta di radioattività, che rende il "bouquet" interessante ma un tantino mortifero per qualsiasi essere vivente (ma è tutta roba nostra, non andiamo a protestare o a lanciare accuse a casaccio); abbiamo un presidente del consiglio che ha la faccia da varano di Komodo e l’analoga disponibilità al confronto; Persino il nucleo terrestre sta fac...

Quando due solitudini s'incontrano

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Oggi vi parlerò di un romanzo, come si capisce a colpo d'occhio dall'immagine (carina vero? Ho usato i sassi che qualcuno mi ha portato dal mare). Se l'argomento non v'interessa a prescindere, c'incontriamo nel prossimo articolo. Spesso leggo e sento (ma leggo di più, perché ormai ascolto poco) che si ama particolarmente un'opera letteraria quando in essa si ritrova qualcosa di sé. Che sia lo stile, quindi il modo di raccontare, oppure che si tratti di suggestioni o ambientazioni famigliari, pare si tenda a ricercare qualche tratto comune tra il lettore e il lavoro del narratore. Personalmente, posso affermare il contrario; tale certezza deriva dal piacere con cui leggo gli autori giapponesi. A prescindere dalla storia e dai personaggi, mi affascina quella che definirei la "grazia" dell'espressione, che si dice sia naturale nei loro gesti (e, sospetto, abbastanza innaturale nel mio modo di raccontare). Mi è accaduto di leggere romanzi nipponici in...

Non toccatemi i depressi!

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Stavo lavorando. Poi mi sono presa una pausa perché nessuno rispondeva più ai miei messaggi WhatsApp e iniziavo a sacramentare (intransitivo) con un astio propedeutico alla gastrite ulcerosa. Intanto, lo schermo del computer sembrava impiantato sulla home di Facebook; e lì c’era un post che mi guardava, sembrava farlo apposta. Una “tizia” (intransitiva) scriveva qualcosa tipo “Sto uscendo dalla depressione. Ho capito che è solo una questione d’intelligenza”. Ho come regola di base di non leggere post quando le pulsazioni superano i 90 battiti al minuto, ma quello mi chiamava… Mi sono sgranchita le dita (tipo pianista professionista), con l’idea di partire da un assunto, qualcosa d’inopinabile (tipo, “sei un’imbecille”),  aggiungere un’altra proposizione dichiarativa e giungere alla conclusione: insomma, ricamarle un sillogismo su misura. Poi, sempre nelle mie intenzioni, le avrei elencato un’infinità di menti eccelse affette dal mal di viere, in qualsiasi campo del sape...