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Auguri!

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  Quest'anno gli auguri li delego a una bimbetta che non crede in Babbo Natale ma è una grande sognatrice. Quindi, vorrebbe che continuaste a credere nell'impossibile, perché il "possibile" farà anche meno male ma non stupisce; e lo stupore è la cosa migliore che ci possa accadere. E quella bimba suggerisce di lasciare sempre spazio d'azione (tanto spazio, grande come una pista da ballo, così ci si può fare anche due salti, nell'attesa) alla follia, alla ribellione, alle risate e alle persone che ci abbracciano senza costrizioni né costruzioni. State bene, soprattutto non lasciate che il male e le ingiustizie vi contagino; prendetevi cura di voi e dei vostri amici, e innamoratevi senza rimorsi o pudore, che il tempo è un gran burlone: un attimo si è bambini, quello dopo ci si sforza per sembrare adulti e poi… finisce per finire. Trascorrete un buon Natale, attendete la mezzanotte per aprire i regali (magari dedicando più attenzione al bigliettino, lì c'è  ...

Senza cinture

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  Questa notte ho scoperto che le cinture di sicurezza della mia auto sono lì solo per figura: peraltro, non è che siano oggettini così affascinati da guardare né tanto comode da indossare, dato che ad ogni movimento tentano di segarmi la giugulare. Comunque, ho inchiodato (mi piacerebbe!)... insomma ho pigiato con entrambi i piedini sul pedale del freno e, dopo un vago testacoda poco scenografico, tuttavia meritevole di applausi da parte di qualche clacson insonne, sono finita con la fronte a pulire una porzione di parabrezza. La cintura ha assecondato con premurosa delicatezza ogni movimento del corpo, senza opporre alcuna resistenza. Mi sono fatta nulla, ma solo perché io, invece, per natura oppongo una fiera resistenza davanti a qualsiasi scossone la vita mi pari davanti. Ora, che fare con questa vettura che ormai è un'amica e quindi non si può portare a rottamare, ma che ciuccia acqua come un cammello, accende spie a caso forse per assecondare lo spirito natalizio, ha un coper...

Insonnia: cause in questa casa

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Uno dei massimi esperti del settore mi ha detto che devo riportare alla normalità i ritmi circadiani.  Dopo essermi consultata con un buon vocabolario, ho riflettuto parecchio su cosa s'intendesse per normalità.  Nell'infanzia stavo spesso con gente insonne che detestava restare sveglia da sola; poi, al mattino mi rifilavano una manciata di chicchi di caffè da sgranocchiare durante la scuola, dove dormivo con la testa sul banco e, causa chicchi da sgranocchiare, ho sviluppato un'intolleranza alla caffeina e una tachicardia precoce; altri che mi ospitavano iniziavano a litigare col favore delle tenebre o si dedicavano ad attività più soddisfacenti ma altrettanto rumorose: comunque sempre in coppia. Io ero spaiata, sempre stata spaiata. Nell'adolescenza ho iniziato a girovagare qua e là, prevalentemente di notte perché di giorno c'era ancora la scuola dove continuavo a dormire, ma con la testa sulle gambe del compagno di banco che diventava paonazzo ogni volta che il ...

Gioco, emoji e autoanalisi

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  Secondo lo psicologo sociale Michael Argyle  in una comunicazione faccia a faccia utilizziamo: espressione facciale, contatto visivo,  gesticolazione, postura, tatto  e comportamento spaziale o prossemica. L’a spetto verbale (parole) incide solo per il 7% sulla reale natura del messaggio.  Non è di questo che desidero parlarvi oggi, ma è utile per capire qualcosa nel casino che ho in testa e che giro paro paro a voi. Ci sono notti (molte) in cui non riesco a dormire nemmeno un’ora. Diciamo che in mondo ideale, che sostanzialmente sarebbe quello in cui posso concedermi di fare ciò che mi pare, andrei a dormire all’alba per svegliarmi poco prima del tramonto; oppure sceglierei di abitare in un luogo con meno impedimenti al sonno, ma di questo vi parlerò un’altra volta perché l’argomento di oggi non è nemmeno l’insonnia e le sue cause ambientali. Di notte, quindi, svolgo numerose attività: leggo, scrivo, carico la lavatrice, cerco cose perse nel caos che mi...

50.000

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  Alice ha superato le 50mila visualizzazioni. Ammetto che avrei voluto essere qui, con l'occhio puntato sul contatore per assistere al momento in cui scattava la cifra tonda, ma come sempre sono stata fuori sincrono: è la storia della mia vita. Ora mi sto chiedendo se ho altro da raccontarvi o se ormai ho già scritto tutto su queste pagine. Non so, ci dovrò riflettere. Nel frattempo... 50.000 grazie a tutti voi che avete letto (o che semplicemente ci siete capitati casualmente, magari cercando altro) questo blog. E a chi mi ha sempre seguita, fin dall'inizio, sto mandando una strizzatina d'occhio. GRAZIE!

Cosa gli altri pensano di noi

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  ​   Quando si soffre di "sfasamenti" della sfera psichica, le persone che ci circondano tendono a ricondurre le azioni che compiamo ai nostri disturbi. La scorsa estate mi sono divertita con questa foto, chiedendo a vari conoscenti quale fosse il motivo della posa immortalata in questo scatto. Il soggetto : 1. Sta attendendo che arrivi il conducente e avvii l'auto ( Depressione , comportamento suicidario; maldestro, ma non è detto che non funzioni). 2. Ha visto avvicinarsi qualcuno che conosce ed, essendo struccata e spettinata, nasconde il volto nel primo buco che trova ( Bassa autostima o, in alternativa, fobia sociale ). 3. Non sopporta d'essere fotografata e ha intercettato qualcuno che la punta col telefonino (paura di perdere il controllo della propria immagine; esiste la fobia d'essere fotografati , non invento nulla). 4. Sta cercando di tacconare un buco nell'impianto di alimentazione e non ha sottomano un sollevatore auto, detto anche "ponte...

Over 50: l’abbattimento del pudore? (un raccontino)

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  Sono seduti lì sul divano, un uomo e una donna amici fin dai tempi del liceo.  Lui uscito da una separazione difficile (raro siano facili), lei uscita di testa (che è più facile). Lui, davanti a una tazza di tè che sorseggia con il contegno da vecchia dama inglese – pur non riuscendo a infilare il dito nel manico di quell’oggettino in fine porcellana - si sfoga raccontando le ultime novità sulla sua vita amorosa. - Ma cosa vi è preso a voi donne? – Le chiede. - Non so, sono fuori dal giro. – Risponde lei. Racconta di una serie di loro coetanee che, con uno slancio sproporzionato all’età e a qualsiasi canone di estetica interiore, gli si sono proposte mettendolo in serio imbarazzo. Sulla narrazione di una signora di 53 anni, la cui veemenza amatoria lo ha bloccato nel corpo e nello spirito, che in seconda battuta ha portato anche la sorella vicina ai 60 per provare una cosa a tre (tanto per vedere se casomai, in una situazione meno intima e più affollata, si riattivav...