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Cioccolato, ansia... e i lama

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La scorsa notte, mentre mangiavo una pagnottina con una barretta di cioccolato fondente, ho ragionato su alcune cose. In prima istanza mi sono chiesta perché mi ostino a mangiare cioccolato fondente. Non mi piace, tuttavia so per certo che fa bene all'apparato cardiocircolatorio. Questo sarebbe un motivo più che valido se non avessi sperimentato di persona che il suo sapore chiama la sigaretta; come il caffè, suppongo... non lo so, non lo bevo, per il mio palato ha un retrogusto di cioccolato fondente. Archiviata, seppur con notevoli perplessità, la questione dello spuntino notturno, sono passata a discutere tra me e me di un argomento meno foriero d'inquietudine. Ho notato che da qualche tempo, qui su (in, per?) questo blog, parlo spesso di animali. Troppo e a sproposito. Amo molto gli animali, ma questa non è una ragione soddisfacente per rompere le scatole agli altri con macachi, falene e bradipi (mi piacerebbe presentarvi i miei nuovi ospiti: due gattini bellissim...

Ansia, attacchi di panico e cambiamento in un bel libro

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"Siamo come un motore sempre su di giri" Dopo un'indigestione occorsa qualche anno fa, ora evito come la peste qualsiasi libro, manuale, dispensa (in cartaceo e digitale) che tratta l'argomento del panico-ansia-depressione. Periodicamente, ma nemmeno tanto spesso, mi limito a leggere articoli medico-scientifici: di solito finisco con il collocare diligentemente la lingua tra le labbra e dedico alle dotte dissertazioni un sonoro spernacchio. Sono fatta così, ossia male. Sono convinta che nessuna pagina scritta possa essere risolutiva. E io cerco soluzioni. Con analogo spirito ostile, sono andata a leggere l'incipit de La rana bollita - Una storia d'ansia, attacchi di panico e cambiamento scritto da Marina Innorta. Perché l'ho fatto? Innanzitutto a causa di un messaggio molto carino ricevuto dall'autrice: è sempre piacevole, quasi commovente, incontrare gentilezza proveniente da una persona sconosciuta; poi perché mi piacciono le rane: son...

Macachi, falene, bradipi e parecchio stress

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Mi sono fermata a pensare e ho scoperto che comunque penso anche in movimento. Pensare è un'attività lodevole e auspicabile; chi si limita in tal senso di solito ha lo sguardo vacuo e la dialettica del macaco, con tutto il rispetto per il macaco. Direi di ricordare che le femmine di un gruppo di macachi si supportano a vicenda nelle diatribe con altre femmine, e questa è una cosa bella che ha tutta la mia stima. Tuttavia, capita che si lancino tra loro gli escrementi per  futili  motivi  (più i maschi, se ricordo bene), che si potrebbero risolvere con un incontro chiarificatore al bar o in una sala riunioni di qualsiasi centro congressi. Quindi, mettendo sulla bilancia i pro e i contro, possiamo affermare che lo status di "umano" è persino preferibile a quello di "macaco". Già che ho preso la via dell'etologia, posso tranquillamente infilare nel testo che, durante i miei pensieri da ferma, mi sono accorta di agire come una falena. Animaletto...

Progressi e pentola a pressione

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Non so voi, ma io ho un rapporto conflittuale con le responsabilità. Non mi piacciono, mi mettono ansia, generano angosce più o meno apocalittiche, turbano profondamente il sistema nervoso; per il resto non me ne lamento. A tratti bramo la noia, perché in essa c'è un piacevole vuoto. Invece niente, sei lì che stai per annoiarti e ti cade addosso una responsabilità. Ecco, tenderei ad associarla al ragno che ti plana sul braccio mentre sei a un passo dall'addormentarti: la gradisco con pari entusiasmo. In questi giorni mi si è aggiunta una responsabilità, anzi due, al già gravoso pacco di guai che quotidianamente devo affrontare. Va da sé che l'ansia stia tracimando. Tuttavia non mi lascio abbattere, anzi m'impegno con maggiore solerzia al raggiungimento di nuovi traguardi: prendo il mio elenco delle fobie (dico solo che supera la pagina, e non ne parliamo più) e ci lavoro. Quindi, è con grande piacere e una punta di presunzione, che posso dirvi che, ...

Il ritorno dell'auto e l'ansia anticipatoria

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Per me, portarsi avanti con il lavoro significa farsi venire l'ansia anticipatoria. E la premessa è fatta. No, ne manca un pezzo e non si tratta di una quisquilia ma di una bellissima notizia: la mia auto è tornata con la benedizione del meccanico. E' vero che quando avvio il motore, questo non sempre si avvia. E' altresì vero che, in fase di partenza, esce una nuvola di fumo nero che sembra di condurre una locomotiva a carbone; e se ne vanno tutti i miei saldi principi ecologisti. Comunque sia, ora ho di nuovo le mie gambe a quattro ruote. Sono più tranquilla? Ovviamente no. Con l'auto posso organizzarmi per sbrogliare l'enorme matassa di impegni che avevo rimandato. E qui scatta l'ansia anticipatoria. Per chi non la conoscesse, posso dire che è un'agitazione, apprensione, inquietudine, panico (ecco, ho trovato la giusta definizione) che precede l'esposizione a una situazione temuta... reale o presunta. In effetti basta l'idea di do...

Le gambe di una donna che voleva essere una sirena

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“Quand’è che è iniziato tutto e ho cominciato ad avere un’andatura da creatura del dottor Frankenstein?” La prima volta che ho virtualmente incontrato Noria Nalli, ricordo di aver pensato "se potessimo attuare uno scambio... lei mi dà un pezzettino della sua mente e io ricambio la cortesia con una generosa dose di mielina (o qualsiasi altra cosa possa giovare al sistema nervoso centrale): equilibrio, sane e salve, giulive e pimpanti entrambe".  Che meraviglia sarebbe. Invece la sua mente la spinge ad essere attiva (persino troppo, almeno dal punto di vista di una pigra come me) e positiva, mentre le gambe le scombinano i piani; io faccio esattamente il lavoro opposto. Ma mentre io sto qui a piangermi addosso (e a frignare un po' anche su di voi), lei affronta la sua sclerosi multipla con una forza da spostare le montagne. Ora, sono certa che non abbia  molto senso stilare una classifica dei malesseri, delle patologie e delle loro ripercussioni nella vita qu...

Celebrità e attacchi di panico

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E' consolante sapere che anche i VIP soffrono di attacchi di panico? Direi di no. Tuttavia è interessante scoprire che oggi come in passato alcune celebrità sono riuscite a fare grandi cose nonostante dei disturbi piuttosto (o molto) invalidanti. Tra le star dei giorni nostri troviamo Madonna,  Britney Spears,   Giovanni Allevi (che al panico ha dedicato una sinfonia),  Carlo Verdone e molti altri. Ma i più interessanti sono i personaggi famosi del passato. Intanto inizierei con il ricordare che Sigmund Freud - sì, sì, proprio lui, quello che ha teorizzato un mucchio di cose che ci riguardano - aveva qualche problemuccio a gestire l'ansia da prestazione: in alcune occasioni pubbliche gli è capitato di svenire "come una donna isterica" (il virgolettato contiene affermazioni dell'epoca). Se non sbaglio, fu proprio lui a ricondurre l'isteria all'esclusiva sfera femminile... potrei dire ben gli sta , ma un po' dispiace. Uno dei celeberrimi s...