Post

Le giornate mondiali che svoltano l'umore

Immagine
       Vi giuro, io ci provo a svegliarmi di cattivo umore e proseguire la giornata immersa nella tetraggine dei miei pensieri.  Si tratta d’essere fedeli a se stessi, di non tradire le proprie aspettative e inclinazioni. Inizio a lavorare, con i muscoli facciali impegnati a mantenere l’occhio torvo e la bocca in una smorfia disgustata (ho le rughe sulla fronte che possono confermare, non vi vendo panzane). Eppure, puntualmente, il programma impostato su una discreta depressione subisce modifiche inaspettate.  Mentre faccio ricerche, m’imbatto in chicche che finiscono per demolire l’umore e farmi scappare una risata che rompe il flusso del dramma interiore. Per iniziare, sappiate che ogni giorno che Dio manda in terra si celebra qualcosa; e non parlo di festicciole di borgata, no no, qui si stappa una bottiglia tutti insieme nel mondo (o almeno in quelle parti del pianeta che godono del lusso di una bottiglia, fosse anche solo d’acqua)… che è una bell...

La paralisi emozionale

Immagine
Lisbeth con matita Questo è un periodo di grane grosse, da qualsiasi parte lo si voglia guardare. Lanciate pure un argomento a caso, e io vi do la grana a tema. Lo so che qui è sempre tutto complicato, ma ora non si scherza: gira tutto al contrario e con moto caotico, non è possibile prevedere da dove e quando arriverà il prossimo disastro.  Le preoccupazioni sono tante e ho anche la pessima abitudine di sobbarcarmi i guai altrui. Non se ne esce. Provo ad essere razionale, e mi spiego la sfilza di eventi degli ultimi mesi adducendo come causa scatenante il fatto che due o tre persone mi odiano tanto e le loro energie negative sono riuscite ad impossessarsi del mio essere, nonché dell'ambiente circostante. Non vi sto a raccontare quali teorie elaboro quando provo ad essere irrazionale. Ma giusto ieri, mentre esponevo la tesi sulle devastazioni provocate dall'odio altrui a una meravigliosa bambina di nome Firyal, lei mi ha risposto che mi ama talmente tanto da compensare. I bambi...

La complessa gestione del successo

Immagine
Qualche giorno fa, parlando con amici che come me scrivono, ci si chiedeva se e come saremmo sopravvissuti ad un'improvvisa e travolgente ondata di successo. Loro erano perfettamente allineati alla teoria che il successo non ti cambia, soprattutto alla nostra età.  Io ci ho riflettuto e prima di rispondere mi è salito un portentoso attacco d'ansia, quindi sono intervenuta nella conversazione con un suono gutturale e indecifrabile. Quindi, come spesso accade quando mi impazzisce l'amigdala, ho iniziato a scherzarci su. Ma questa sera ci ho ripensato per via di un fatterello accadutomi in mattinata. Poi, da cosa nasce cosa, e ho collegato l'evento con uno simile di cui avevo preso nota. Quindi, condivido con voi due brani del mio "diario", da cui si risulta evidente che l'argomento mi turba (anche se ho la certezza di non correre alcun pericolo rispetto al successo), perché continuo a prendermene gioco. Premetto che ogni fatto qui narrato è realmente accadut...

Fuga dal virtuale

Immagine
  Un’illuminazione. Anche io ho avuto la mia modesta, seppur potente, illuminazione. Stavo seguendo due videoconferenze e, pur essendo ormai discretamente abile nella pratica del multitasking (tipo vestirmi mentre fumo o fare un’intervista mentre sono impegnata a scegliere la verdura al mercato), non sono riuscita a cogliere alcunché di entrambe. Mi sono accorta d’essere distratta da un pensiero molesto, una sorta di film mentale che mi proponeva fotogrammi assai demoralizzanti di ciò che sta diventando la mia vita. E tra un'immagine e l'altra, fantasticavo... Oh, se l'ho fatto! Ormai, da tempo, lavoro anche nei fine settimana; nel tempo libero scrivo, e quando mi guardo un filmetto (con copertina sulle ginocchia e tisana, come si confà a una signora della mia età) tengo accanto il telefonino. Telefonino che non mi abbandona nemmeno la notte, benché sia refrattaria a tenere dispositivi elettronici dove dormo. Sta accanto al piatto mentre mangio e in tasca dell’accap...

Amore?

Immagine
Da qualche mattina, si ripete la stessa scena: arriva un piccione sul davanzale, attende la gatta, quindi inizia a tubare e a girare in tondo come un derviscio. Va avanti per un bel po' e lei, che è afona dalla nascita, apre e chiude la bocca come se avesse un mucchio di cose da raccontare; non pare pronta all'attacco, lo segue con interesse avanti e indietro dall'altra parte del vetro. Che dite, provo ad aprire la finestra o continuo a baloccarmi nell'illusione (forse) che sia amore? Perché, in fondo, l'amore è un esperimento, è il paradosso del gatto di Schrödinger (e qui il gatto c'è, anche se sappiamo per certo che è vivo): fino a quando non apriamo quella finestra, non possiamo appurare se la gatta sia innamorata o se ucciderà il piccione. Inoltre, esistono altre possibilità: per prendere l'amato (o la preda) lei potrebbe cadere giù; lui (ammesso che sia maschio) forse sta solo esprimendo aggressività e coraggioso disappunto davanti a un predatore. Per ...

Soluzioni alternative per dimostrare le proprie inettitudini: l'arte culinaria

Immagine
Sono in crisi, le insicurezze sono entrate al galoppo e i dubbi si sono moltiplicati. Così, come da libretto delle istruzioni del mio pessimo carattere, sto mettendo in discussione un paio di cosette; nulla d’importante: lavoro, stato civile, luogo in cui vivere. Se decido di cambiare anche il colore dei capelli mi toccherà rifare la carta d’identità, per capirci. Tutto è iniziato con la consapevolezza di faticare come un mulo a fare l’unica cosa che sapevo fare; ma di questo vi parlerò tra qualche giorno, appena avrò finito di elaborare il lutto per un’attitudine che solo un miracolo potrebbe far risorgere; peraltro, il periodo è quello giusto, incrociamo le dita.   Allora, se un’abilità se ne va, tocca cercarne un’altra: questa è la mia filosofia assai contorta come tutto il resto. E se devo dedicarmi a qualcosa di nuovo voglio che sia difficile, altrimenti non mi diverto (e questo si chiama masochismo). Cos’è particolarmente ostico per me? Cucinare! Non sono capace e l...

Negazionisti, area covid e... mi diverto un po'

Immagine
  La gente è strana. E la vita trova sempre la maniera di sottolinearlo, qualora ce ne fosse bisogno. Io, poi, sono particolarmente fortunata in questo senso: per essere una che esce raramente, quelle poche volte mi offrono invariabilmente spunti interessanti. Serve la premessa, abbiate pazienza. Ho tre amici che fanno parte di quella schiera di persone che vengono definite “negazioniste”. A due di loro sono particolarmente legata: frequentazioni lunghe, fin dall’infanzia, sostegno reciproco nelle situazioni più difficili, eccetera. E’ un che fatto queste tre persone e io abbiamo nulla in comune; a parte un significativo tratto di strada percorso tenendoci per manina, non c’è argomento significativo su cui si sia mai riusciti a trovare un accordo: dalla religione al calcio, dalla politica alle utopie sociali, dalla musica alla letteratura. Però ci si vuole bene. A volte cerco di spiegarmi questo fenomeno, poi lascio perdere perché l’amore è anche quella roba lì. Per loro ...